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RVing in USA e in Europa: affinità e differenze

Submitted by on 23 luglio 2010 – 11:008 Comments

Un recente viaggio in camper attraverso 8 stati USA, con oltre 5500 km percorsi, mi offre lo spunto per alcuni riflessioni comparative che ritengo utile sintetizzare qui.

Innanzi tutto, mi ha molto colpito la diffusione degli RV, i Recreational Vehicles, negli States: ovviamente riferendomi alla zona visitata, il West, è stato impressionante rilevare l’estrema diffusione di veicoli da vacanza, presenti in modo massiccio sulla strade, a tappeto nelle strutture ricettive, e presso la grandissima maggioranza delle abitazioni private viste al lati delle strade che abbiamo percorso.
Ogni casa ha un giardino nel quale campeggia un motorhome, una caravan o, molto spesso, un fifth wheel, che è un rimorchio abitativo trainabile con un pick-up, veicolo diffusissimo negli USA. Al punto che le poche che ne risultano prive danno la sensazione che i padroni siano in viaggio sul loro motorhome.
Viaggiando, si ha la sensazione per la penetrazione degli RV nel parco circolante sia tangibilmente superiore a quella di casa nostra.

Un imponente fifth wheel sfreccia senza problemi nelle ampie vie di Las Vegas

Non mi dilungo sulle dimensioni, notoriamente ampie e assai maggiori a quelle europee, sia dei VR che delle strade: quest’ultime consentono comode manovre, così come le aree di parcheggio e le stazioni di servizio, generosamente dimensionate per ospitare numerosi VR e altri veicoli senza problemi di convivenza. Anzi, quasi sempre nei parcheggi sono chiaramente segnalati ed evidenziati gli stalli destinati agli RV, ai quali sono riservati spazi privilegiati e mai decentrati o in posizioni difficili o defilate.

Maxi RV in sosta al visitor center di Arches National Park

Gli RV Park (la versione americana delle aree attrezzate per la sosta degli RV), molto simili ai campgrounds (campeggi, meglio dotati di servizi, come spaccio alimentari e souvenir, piscina e altri servizi), sono diffusi in maniera a diri poco sorprendente. Non solo ogni città ne ha diversi, ma  spesso vi sono agglomerati che sembrano urbani ma in realtà sono “solo” uno o più RV Park che, di fatto, aggregano molte famiglie in sosta con i loro veicoli. Si trovano nelle città, tra i centri commerciali e le zone residenziali, ma anche fuori dai centri abitati, in prossimità di attrattive turistiche o addirittura in zone di transito, crovecia importanti, come pure in pieno deserto.

Per questa ragione, il discorso della sosta libera come viene intesa in Europa non ha seguito: praticamente in qualsiasi momento si decida per la sosta è quasi immediato trovare una sistemazione adeguata, con i servizi del caso, e di fatto la sosta fuori dalle strutture è un fenomeno assolutamente marginale. E questo nonostante non ci sia mai stato modo di vedere un solo segnale di divieto di sosta per i VR… a conferma che sono i flussi di domanda ed offerta che indirizzano i comportamenti.

Per quanto riguarda il tema della sicurezza, questo viaggio ha confermato e consolidato la sensazione già maturata in precedenti esperienze: il problema non esiste, probabilmente a causa di uno stato delle cose che rende le azioni criminose molto poco probabili. Quel che è certo è che i cittadini hanno un rispetto profondissimo per le regole e per le forze dell’ordine: questo fa si che si viva in un’atmosfera dove il timore di subire furti non è avvertibile più di tanto. Con le normali precuzioni abituali (come quella di non lasciare in vista oggetti di valore, ad esempio) il viaggiatore in motorhome non ci è sembrato corra rischi particolari di vivere brutte sorprese.

Uno degli innumerevoli RV Park che costellano le interstate

Uno degli innumerevoli RV Park che costellano le interstate

Dal punto di vista logistico, nella stragrande maggioranza dei casi le strutture che accolgono gli RV presentano il rassicurante aspetto positivo di avere una organizzazione e una struttura interna studiata per mettere a proprio agio il conducente degli ingombranti veicoli da ospitare: gli spazi per la sosta, infatti, sono sempre paralleli tra loro, obliqui di circa 45° rispetto al senso di marcia, e a senso unico.

Gli stalli sosta con accesso e uscita senza necessità di manovre

Ci si entra, pertanto, seguendo le chiare indicazioni per la viabilità interna della struttura, a marcia avanti, avendo la certezza che una volta occupato lo stallo per la sosta si dispone dei servizi per gli allacci (elettricità, carico acqua, scarico acque usate) nella parte posteriore sinistra del veicolo – guarda caso proprio dove i costruttori dei veicoli hanno posizionato le utenze di bordo), mentre a destra, di fronte alla porta d’ingresso della cellula, ci aspetta regolarmente un piccolo tappeto verde (di circa tre-quattro metri per otto-dieci), dove un tavolino per il picnic con le sedute, e di norma un barbecue fisso invitano a sfruttare una postazione davvero completa e accogliente.

Una tipica sistemazione nelle piazzole ben attrezzate per RV

I migliori hanno anche ombra e un punto illuminazione, sfiorando davvero l’ideale configurazione in grado di estasiare qualsiasi ospite.

I comodi allacci idrici ed elettrici, concentrati e di facile ed igienico utilizzo

Per lasciare la postazione, infine, una volta scollegati gli allacci si procede comodamente a marcia avanti – senza alcuna manovra – nel modo più intuitivo e semplice che si possa immaginare.

La piazzola di sosta, con il suo spazio verde e la dotazione per pic-nic

Ritengo che questo aspetto sia da enfatizzare, data la semplicità dell’idea al base del suo successo: la standardizzazione de facto delle connessioni elettriche e idriche, sempre poste posteriormente a sinistra (sia sui veicoli che nelle piazzole), con uniformità assoluta anche per gli innesti (spine e prese elettriche, connessioni per i tubi di acqua e di scarico). Alla lode, unisco l’auspicio che si possa vedere avviato anche nel Vecchio Continente un processo di armonizzazione di questi aspetti, che tanto vantaggio porterebbe a tutti: a chi costruisce, a chi utilizza, a chi ospita i veicoli ricreazioni.

Ampie e ben accessibili le piazzole di questo camping KOA (di Salt Lake City)

Erba sofferente a Moab, ma solita comoda sistemazione nell'RV Park

Esistono poi, nei parchi naturali, i cosiddetti “dry campgrounds”, privi di allacci idrici, di scarichi e di elettricità. Rappresentano una soluzione impareggiabbile di pleinair allo stato puro, e mantengono un livello di confort e privacy invidiabile, con il controllo dei Ranger dei parchi. Il barbecue non manca praticamente mai, mentre l’uso dei generatori è consentito qualche ora al giorno, mai dopo le 20:00.

Sosta in campeggio nel Bryce National Park

Altro aspetto sul quale mi sembra utile richiamare l’attenzione, è il processo di registrazione: all’arrivo presso la struttura, l’equipaggio viene registrato e paga il soggiorno previsto. Fin qui, nulla di originale. Ma nel caso di “late arrival”, cioè di arrivo fuori dell’orario di ufficio, è comune l’autoregistrazione, che – poggiando sul diffuso senso di responsabilità e di onestà degli equipaggi, prevede che questi compilino un modulo con i propri dati, alleghino la somma in contanti prevista per la sosta (di almeno una notte) e imbuchino il tutto in una busta sigillata (che trovano a disposizione all’ingresso, insieme all’elenco delle piazzole disponibili, tra le quali scegliere quella da occupare). E’ un processo che ricorda quello noto ai pescatori nostrani, che dichiarano le catture e imbucano i relativi tagliandi, e che presenta molti vantaggi, tra i quali quello di svincolare le sistemazioni dalla presenza in ufficio del personale, e quello di permettere – a qualsiasi ora – di approdare ad una sistemazione sicura per l’equipaggio in viaggio fino a ora tarda.

Fontane e giardini nell'RV Portal di Moab, presso l'Arches National Park

Anche nel deserto della Monument Valley, il comodo schema delle piazzole è confermato

Il dry campground nel Grand Canyon National Park

Uno dei tanti RV Park di Las Vegas, con dotazioni di ottimo livello

Complessivamente, si coglie la netta percezione di un sistema turistico ben conscio del potenziale rappresentato da chi viaggia in RV, ottimamente strutturato per accoglierlo e rendergli la vita semplice ed il luogo invitante, talvolta dando la sensazione di volersi contendere il privilegio di ospitare le famiglie che viaggiano in motorhome.

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8 Comments »

  • fabio scrive:

    Grazie, articoli come questo chiari, con foto ed esperienze vissute sono impareggiabili. Bravo

  • canearchi scrive:

    Vedere queste cose fa veramente piacere, e poi se si pensa a come veniamo trattati noi camperisti o caravanisti in italia, e specialmente sulle riviere italiane, fa venire voglia di scappare.
    Forse dipende anche dalla cultura statunitense, oppure dal rispetto del cittadino da parte delle autorità, cosa che qua forse non sanno neppure cosa sia! Veramente bello questo articolo. Salutoni, canearchi

  • Giuseppe scrive:

    E’ questione di spazi.
    Spazio fisico (che certo non manca), spazi legislativi e ampiezza di vedute.
    La cara vecchia Europa non ha gli stessi spazi e lo stesso passo…

  • pope scrive:

    Ci sono molti americani che una volta raggiunta la pensione si
    vendono la casa per acquistare un VR e andare a vivere dove c’è costantemente il clima mite, ne ho conosciuti.
    Se mi passassero le medicine gratis come qui, sarebbe da effettuare subito il trasferimento definitivo…

  • Alessandro Orsi scrive:

    Sono cose da sogno che per viverle realmente penso si debba andare negli USA.
    Solo la Germania ha questo vago concetto di vivere girovagando, dando la possibilità di trovare quasi sempre un punto sosta anche con pochissime piazzole ma con scarico e carico di acqua e energia elettrica (a pagamento si intende ) a buon prezzo.
    L’Italia credo che non possa avere questa cultura che inficerebbe il baronato degli alberghi e dei campeggi quasi tutti stanziali e sulla costa.
    Io sono toscano e basta vedere cosa hanno concesso le amministrazioni locali – in Maremma ed in provincia di Livorno a nord di Follonica – ai cosiddetti camping che invece sono residence veri e propri.
    Abbiamo creato il veicolo ricreazionale con vari marchi tipo Roller o C.I. o Granduca o Mobilvetta, dando lavoro a tantissima gente ma in cambio siamo stati trattati peggio dei nomadi ed alla stregua di emarginati non graditi.
    Questa è l’Italia e questa è la Toscana.
    Comunque complimenti a chi ha la possibilità di provare emozioni come il nostro amico ha provato. Lo si legge tra le sue righe scritte con cuore e amore per i V.R.

  • Giovanni scrive:

    Gli americani, si sa, hanno nel sangue lo spirito del pioniere e questo si riflette sul loro modo di vedere il turismo. Noi Italiani siamo messi male anche rispetto a paesi come Francia, Germania, Olanda, ecc. perciò quando è possibile cerchiamo di evadere da questa realtà andandocene all\’estero, naturalmente a discapito della nostra economia turistica. Ma i nostri leader riflettono mai su questo? Temo di no… Si rendono conto di quanti ricavi si privano le nostre bellissime regioni?

  • Gianni scrive:

    Personalmente ho girato quasi tutta l’Italia e molto raramente ho trovato una somiglianza alle zone descritte in USA, ed ultimamente (da quest’anno) ho scoperto che sia la Framcia che la Spagna ci bagnano ampiamente il naso, sia per le strutture d’accoglienza, sia per il trattamento. In questi Stati che ho a lungo soggiornato, vi sono campeggi che costano un quarto delle AA in Italia, ma ti danno quattro volte quello che il miglior campeggio ti da da noi! Luce, acqua, scarico, piazzole da 80/100 mt2, ombra e verde, intrattenimento, pranzi e feste trisettimanali e non da meno… una pulizia che noi ce la sogniamo. (il tutto a 10 DICO DIECI euro al giorno)
    Gianni.

  • francesco scrive:

    Forse dipende anche dalla cultura statunitense, oppure dal rispetto del cittadino da parte delle autorità, cosa che qua forse non sanno neppure cosa sia! Veramente bello questo articolo.

    Sottoscrivo questa affermazione che vale anche invertendo i fattori:”oppure dal rispetto delle autorità, della cosa pubblica e privata da parte dei cittadini”; cosa appunto che in Italia non si sa dove stia!
    Un saluto a tutti i novelli ROM
    Francesco

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