June 2, 2020

Da Sopot a Kaputy km 370

Diario

Notte fresca quella di Sopot: poco più di dieci gradi… In compenso le condizioni meteo sembrano nettamente migliorate e ci svegliamo in presenza di un confortante sole. Decidiamo di dare un’occhiata alla spiaggia: un po’ per tirare il fiato un attimo in vista del rush finale di questa avventura, un po’ per vedere il litorale con il sole dal momento che ieri sera, letteralmente, diluviava.

Dal camping Metropolis, dove abbiamo i camper, la spiaggia è davvero vicina: la si raggiunge tramite un viale alberato, dedicato solo a pedoni e ciclisti. Non più di 400 metri. Una volta in spiaggia decidiamo di incamminarci verso il centro di Sopot: vediamo in lontananza il grande pontile in legno che abbiamo percorso ieri sera, così come il galeone dei pirati ormeggiato accanto a questo. Il sole scalda piacevolmente l’aria e conferisce un bel colore al Mar Baltico, anche se la sua temperatura si mantiene comunque abbastanza rigida. Ed è davvero un peccato non potere approfittare di quanto offerto: la spiaggia è infatti ben organizzata, con diverse possibilità ricreative (tra cui surf su pista con acqua e onde artificiali, locali, noleggio di canoe e acqua scooter, campi da beach volley…). Decidiamo allora di fermarci su uno dei moli (anche questi in legno) e di sfruttare un po’ i raggi del sole, approfittando della location per una colazione da gustare con tutta calma e tranquillità. Cappuccino, apple pie, sole e mare: un bel modo di iniziare la giornata!

Sopra di noi il cielo regala, ogni tanto, qualche passaggio di nuvole: il vento, in quota, sembra essere piuttosto forte, almeno stando alla velocità delle nuvole, ma è impressionante come la temperatura cambi (e in maniera davvero consistente), appena il sole sia oscurato.

Ritorniamo al campeggio e ai nostri P.L.A. che è quasi mezzogiorno: Ania insegna a Sophie i fondamentali per guidare il loro S 695 con cambio automatico, mentre noi sfruttiamo il vicino distributore per riempire il serbatoio del gasolio.

Ripartiamo da Sopot in direzione di Varsavia, seguendo, come al solito, le nostre eccellenti guide: raggiunta la vicinissima Danzica, ci fermiamo in un parcheggio vicinissimo al centro, custodito e dotato di una zona riservata ai camper: il costo è di circa 6 Zloty all’ora, ma è davvero comodo. Lasciamo qui i nostri camper (N 54.345717 E 18.66225) e ci incamminiamo alla scoperta della città.

Ricca di storia e con quasi mezzo milione di abitanti, Danzica è una delle città più importanti di tutta la Polonia anche durante la propria storia è stata più volte contesa tra la Germania e la Polonia, di cui fa parte dal 1945. Sviluppatasi sulla foce del fiume Motława, Danzica è una città tutta da vedere, da scoprire e da visitare a piedi, prendendosi il tempo di ammirare l’architettura delle case, i loro fregi, la straordinaria linearità della pianta e, naturalmente, il frizzante clima che vi si respira. Negozi tipici, ristoranti, café, ma anche e soprattutto tanti monumenti eritaggio di un passato vissuto da protagonista, ruolo che la città mantiene tutt’ora. Dalla Lega Anseatica all’assedio Napoleonico, fino all’invasione tedesca nel 1939 e alla nascita di Solidarnosc, Danzica ha visto e vissuto, spesso da una posizione di assoluto privilegio, gran parte delle maggiori vicende storiche che hanno interessato questa area.

Tutto ciò, inevitabilmente, ha portato Danzica a custodire un ingente patrimonio storico e culturale, con un gran numero di edifici e monumenti in stile gotico, rinascimentale e barocco. Molti troveranno poi una certa assonanza tra l’architettura di alcuni palazzi e le tipiche case olandesi: ciò è dovuto, storicamente, alla presenza di una forte comunità olandese.

Decidiamo di visitare la splendida Città Vecchia, percorrendo la Via Reale e le vie laterali a questa alla scoperta dei luoghi più scenografici e affascinanti: ve ne sono davvero tanti, praticamente uno dietro l’altro, in un continuo di abitazioni, palazzi e costruzioni cariche di storia e di significato. Dalla fontana di Nettuno alla porta della Torre, la Porta d’Oro, via Lunga, via Mariacka, la Porta Verde, il Mulino Grande, il vecchio municipio: tutti si trovano vicini gli uni agli altri in un continuum che invita a perdersi in questo dedalo di eleganti vie, perfettamente pavimentate e premiate da una moltitudine di turisti di ogni provenienza. Non mancano i giapponesi, e nemmeno gli spagnoli, naturalmente in “camiseta roca”, ancora festosi per la recente vittoria della nazionale agli europei di calcio organizzati proprio in Polonia e nella vicina Ucraina.

Il tempo ci aiuta: il sole, e la piacevole temperatura, ci invitano a una splendida camminata nel cuore della città vecchia, guidati alla perfezione da Ania, Jacek e Sophie. Tra fregi, meridiane e monumenti, raggiungiamo la  basilica della Vergine Maria, la più grande chiesa in mattoni del mondo: davvero imponente, svetta sulla città grazie al suo campanile alto 82 metri e raggiungibile dopo 402 scalini. L’occasione di osservare Danzica dall’alto è troppo ghiotta, e decidiamo di salire fino in cima, venendo pienamente ripagati da una vista davvero mozzafiato. La sommità del campanile consente infatti la completa visione sulla città vecchia, ma anche sulla Danzica più nuova, costruita lungo la costa in un continuo che ingloba, in lontananza, anche Sopot. Bella, bella davvero. E ancora tutta da scoprire. Una volta ridiscesi, ci dedichiamo alla visita di tutte le vie che, una volta scovate dall’alto, abbiamo ammirato e fotografato. Ci imbattiamo in una delle vie che più ricordano la (folta) presenza olandese, con splendidi palazzi caratterizzati, alla base, da classiche cantine e laboratori artigiani, oggi completamente restaurati e sede di pittoreschi commerci, locali e ristoranti. CI fermiamo, per uno spuntino, in uno di questi, assaggiando diverse pietanze locali tutte a base di patate. I nomi delle pietanze, proposti in diverse lingue, sottolineano una volta di più la vocazione turistica di questa città, davvero meritevole di una visita approfondita.

Lasciamo a malincuore Danzica quando ormai sono quasi le 19: il weekend si avvicina, e il traffico, di conseguenza aumenta, tanto da bloccare completamente l’autostrada in direzione di Varsavia. Code, lavori in corso e fondo stradale non sempre in perfette condizioni ci accompagnano lungo i circa 350 km che ci separano da Varsavia. Un po’ di pioggia lungo il percorso ci accompagna fino a Kaputy, dove torniamo al Kaputy Camping, già sede di una sosta da parte nostra qualche giorno fa. Arriviamo quando ormai è mezzanotte: ad attenderci ecco l’infaticabile e gentilissimo Lucasz e Samuele Giusti, responsabile per il mercato estero di P.L.A.. Il nostro tour qui in Polonia è quasi finito: resta, però, un’ultima importantissima giornata, domani, dedicata alla capitale, Varsavia.

Itinerario Sopot – Kaputy
Km parziali 370
Km totali 2994
Rilevamento GPS N 52.230467 E 20.792248
Condizioni meteo  Cielo sereno con alcuni passaggi nuvolosi. Pioggia lungo il percorso in serata.
Temperatura esterna all’arrivo +16.0°C
Condizioni strade e viabilità Coda dopo Danzica, diversi cantieri lungo il percorso (molti in via di ultimazione con autostrade di ultima generazione ormai quasi pronte all’apertura al traffico).

Sulla carta

Fotogallery

Michel

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