August 5, 2020

Chi utilizza il proprio veicolo ricreazionale anche e soprattutto durante la stagione invernale, sa quanto l’affidabilità e il comfort del proprio camper siano condizioni indispensabili per poter dormire sonni tranquilli anche quando la colonnina di mercurio indica temperature molto sotto lo zero. Ogni veicolo dispone di un impianto di riscaldamento (alimentato a gas, gasolio o anche, alcune volte, in modalità elettrica), ma è spesso la coibentazione a fare la differenza. Oltre ad avere la possibilità di riscaldare adeguatamente l’abitacolo, occorre infatti poter limitare le sue dispersioni di calore, condizione fondamentale per beneficiare di una omogeneità di temperatura interna e di superfici prive di fastidiosa condensa. Occorre, in parole povere, essere sempre capaci di produrre più calore di ciò che il veicolo tende a dissipare, avere cioè un bilancio della temperatura sempre (e spesso pesantemente) a favore.

La cabina di guida rappresenta, in ogni veicolo ricreazionale a motore, il punto più delicato per ciò che concerne la coibentazione: sui veicoli che sfruttano quella dell’autotelaio originale (furgonati, mansardati e profilati), questa è costituita dai semplici lamierati di acciaio della meccanica di base. Una soluzione non certo ideale e che fa sì che questo ambiente rappresenti spesso la zona più fredda dell’intero abitacolo, con poco gradevoli influssi sulle zone limitrofe (letti, ma anche living). Discorso leggermente diverso è quello dei motorhome, veicoli a progettazione integrale che vedono l’intero corpo cabina ricostruito in ossequio alle esigenze tecniche e stilistiche dell’allestimento: in questo caso la cabina di guida può vantare una migliore coibentazione per ciò che concerne le pareti laterali (costituite dallo stesso sandwich impiegato per l’abitacolo), ma la maggiore, spesso anche eccessiva superficie vetrata pareggia in fretta i conti rispetto alle altre tipologie costruttive.

Qualunque sia il nostro veicolo, il primo obiettivo durante le ore di sosta in inverno è quello di limitare l’ingresso del freddo nel veicolo, evitando che le parti meno coibentate, e più soggette a trasmettere all’interno i rigori esterni, possano venire a diretto contatto con temperature eccessivamente basse. Occorre, quindi, fermare il freddo prima che interessi i lamierati e le superfici vetrate, perché l’ampio delta termico tra esterno e interno, che in alcuni casi può raggiungere e superare i 50°C, facilita enormemente la formazione di condensa e, conseguentemente, di ghiaccio.

L’evoluzione delle componenti tecniche dedicate ai veicoli ricreazionali ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni: vi si registra una maggiore qualità, con più attenzione ai dettagli e alla cura costruttiva, sempre più vicina al mondo automotive. E’ il caso delle porte, sportelli, aperture di servizio e finestre, ormai dotate di guarnizioni spesso doppie ed efficaci nel contrastare gli spifferi, mentre gli impianti di riscaldamento si segnalano per una potenza sempre maggiore a fronte di una significativa riduzione di rumorosità e consumi.

Laika Arctic Experience, la fortunata spedizione organizzata da Laika e CamperOnLine che sfidando i rigori dell’inverno artico ha raggiunto, lo scorso 6 febbraio, il tetto d’Europa, Capo Nord, è stata una straordinaria occasione per testare, in condizioni di utilizzo estreme, prodotti e soluzioni pensati per migliorare il comfort sul proprio veicolo ricreazionale. Con 10.000 km percorsi, di cui più della metà su neve e ghiaccio, 40 giorni di viaggio, temperature che hanno raggiunto e mantenuto per giorni i 30 gradi sotto lo zero e vento con raffiche fino a 80 km/h, il Kreos 8010 utilizzato per questa avventura è stato messo di fronte a una prova severa, una prova che è stata brillantemente superata anche grazie al fondamentale apporto di alcune componenti tecniche. Tra queste, il cappotto termico coibentante Arctic Coat Larcos.

Il veicolo e la cabina di guida

Il Kreos 8010 utilizzato per Laika Arctic Experience è un motorhome, un veicolo che, come detto, presenta una cabina di guida completamente ridisegnata dall’allestitore. Per la nuova serie di integrali, Laika ha adottato pareti laterali sandwich (alluminio/styrofoam/legno) per uno spessore complessivo di 35 mm, mentre il frontale presenta un doppio corpo con uno scheletro portante in vetroresina rivestito, esternamente, da appositi elementi in abs. La coibentazione della parte frontale del tetto è affidata a lastre di styrofoam, mentre quella tra vano motore e sovracruscotto può contare sul concetto di Laika Thermo Cab System, un apposito piano coibentante dotato, all’esterno, di rivestimento in alluminio e pannelli di isolamento termoacustico interni.

Disponibile sia con una che con due porte in cabina di guida (173×70 cm), entrambe fornite da Dometic, il Kreos 8010 presenta un parabrezza anteriore da 230×102 cm, coadiuvato lateralmente dai cristalli laterali da 79/30×73/68 cm e da quelli inseriti sulle porte (64×50.5 cm), dotati di movimentazione elettrica. L’insieme dei cristalli anteriori è servito, sul lato interno, da oscuranti plissettati in Dueette a scorrimento orizzontale e completi di camera d’aria interna, mentre, riservato al parabrezza è il rullo alluminizzato Laika Iso-Roll-Up, dotato di movimentazione elettrica a discesa in modo da creare una camera d’aria tra questo e il parabrezza anteriore. Una zona, questa, servita, nei veicoli con riscaldamento Truma Combi 6, da due bocchette periferiche della canalizzazione dell’aria calda, mentre i veicoli con riscaldamento Alde optano per per un doppio convettore integrato nel sovracruscotto.

Il veicolo utilizzato è stato equipaggiato, tra gli altri, di un riscaldatore autonomo Webasto AirTop Evo 5500, installato nel sottoscocca e il cui calore è stato distribuito all’interno dell’abitacolo tramite tre bocchette dirette (due all’interno degli scalini delle porte in cabina di guida, una posteriore nei pressi dell’armadio a ripiani accanto alla doccia), mentre il resto del flusso d’aria è stato diretto all’interno della canalizzazione originale del veicolo e al serbatoio di recupero delle acque grigie.

L’Arctic Coat Larcos

In previsione di un utilizzo in condizioni estreme come quelle presenti nei mesi di gennaio e febbraio in Svezia, Norvegia e Finlandia, si è deciso di proteggere, in sosta, la vetratura dell’area anteriore del veicolo per limitare significativamente le dispersioni di calore e la formazione di ghiaccio. La scelta è caduta sul cappotto coibentante Larcos Arctic Coat: prodotto con precisione sartoriale dall’azienda di Forlì, è realizzato su misura per qualsiasi veicolo sfruttando un particolare tessuto tecnico antistrappo, idro e oleo repellente, riflettente ai raggi solari e con uno spessore coibentante di 6 millimetri.

Realizzato, come detto, con precisione davvero perfetta, copre, nella versione provata, i cristalli laterali e il parabrezza in cabina di guida, ma anche il cofano e la calandra. La forma, modellata su quella del frontale del Kreos motorhome, ne segue alla perfezione il profilo, vantando un incavo per gli specchi retrovisori discendenti (e pratico velcro di chiusura superiore), lasciando libero, nella parte frontale, il logo Laika. La precisione delle forme dell’Arctic Coat ne facilita molto l’adesione alla carrozzeria, particolare non trascurabile in condizioni proibive quali bufere di vento o ci neve.

Merito, senza dubbio, anche dell’efficiente sistema di ancoraggio ideato da Larcos e contraddistinto da quattro dischi autoadesivi (con adesivi ad alta qualità 3M) da collocare ai margini laterali della copertura termica: grazie alla particolare forma, i dischi servono da supporto per gli elastici di fissaggio consentendo di mettere in tensione l’Arctic Coat facendolo aderire alla perfezione al veicolo.

La parte frontale della parte inferiore, dedicata alla protezione della calandra e del motore può contare su due fettucce con ganci per il fissaggio al lato inferiore del paraurti. Quattro ulteriori possibilità di aggancio, due per ciascun lato, riguardano poi le porte in cabina, con due fettucce elastiche dedicate agli angoli superiori e inferiori e da utilizzare in caso di forte vento.

Facile da riporre nell’apposito sacco contenitore, l’Arctic Coat si monta in meno di un minuto iniziando con il posizionamento della parte centrale dedicata al parabrezza e facendo scorrere il cappotto termico lungo il profilo del veicolo fino al corretto posizionamento: non resta quindi che fissare gli elastici ai relativi dischetti di supporto, chiudere il velcro sopra ai bracci degli specchi retrovisori e agganciare i fermi nella parte inferiore del paraurti.

Un test di 40 giorni e 10.000 km

Laika Arctic Experience è partita ufficialmente il 15 gennaio, raggiungendo Nodkapp il 6 febbraio e rientrando in Italia il 21 febbraio, dopo 9985 km, di cui oltre la metà percorsi su neve e ghiaccio sfidando i rigori dell’inverno artico e afrontandoli in quello che, tradizionalmente, è il periodo più freddo dell’anno. Un test, quindi, severissimo per il veicolo e per le componenti installate, ma estremamente probante perché ripetuto giorno dopo giorno, spesso in condizioni limite. L’Arctic Coat Larcos è stato sottoposto a due differenti tipologie di prove: una termica, con la rilevazione della temperatura esterna, della temperatura interna a cruscotto e della temperatura interna al centro dell’abitacolo, e una di resistenza a neve, ghiaccio e vento.

Prova termica

E’ indiscutibilmente la prova più importante, quella che rileva le temperature ed, eventualmente la formazione di condensa o di ghiaccio. A questo proposito sono state impiegate tre sonde termometriche indipendenti: una esterna, sistemata sul lato sinistro del veicolo in modo che non ne toccasse la carrozzeria, e due interne. La prima, dedicata all’abitacolo, è stata collocata centralmente, nella zona living, alle spalle del divano frontemarcia e del relativo poggiatesta, mentre la seconda, dedicata al cruscotto, è stata posizionata a circa 20 cm dalla parte inferiore centrale del parabrezza, davanti alla Iso Rollup in modo da poter verificare la variazione di temperatura in presenza (o in assenza) dell’Arctic Coat e dell’utilizzo o meno del riscaldamento Truma che, come detto in precedenza, dispone di due bocchette collocate alle spalle del rullo a discesa elettrica.

Ecco, allora, i dati completi delle rilevazioni divise per data, località, temperatura minima notturna esterna (°C), temperatura minima notturna interna (°C), sistema di riscaldamento in uso nel periodo della rilevazione, presenza o assenza della Iso Roll-Up, presenza o assenza dell’Arctic Coat Larcos, temperatura minima registrata a cruscotto (°C), presenza o meno di condensa e sua localizzazione, condizioni meteo al momento della rilevazione.

Data

 

Località

 

Temp. Ext. °C

Temp. Int. °C

Riscaldamento utilizzato

Iso Roll-Up

Larcos Arctic Coat

Temp. cruscotto °C

Presenza di condensa

Condizioni meteo

15-gen

Gottingen

-2

22,5

Webasto

X

15

Acqua

16-gen

Burg auf Fehmarn

4

22

Webasto

X

16

17-gen

Orkelljunga

2

23

Webasto

X

16

18-gen

Bergs Slussar

2

22,5

Webasto

X

16,5

Acqua

19-gen

Sollentuna

-3

22

Webasto

X

15

Acqua

20-gen

Soderhamn

-10

23

Webasto

X X

18

21-gen

Mellanfjarden

-5,5

23

Webasto

X X

19

Neve

22-gen

Lorudden

-7

22,5

Webasto

X

14

Acqua Neve

23-gen

Ornskolsvik

-10

23

Webasto

X

11

Ghiaccio

24-gen

Lulea

-18

22

Webasto

X X

17

25-gen

Jokkmokk Polarkreis

-25,2

22

Truma

X X

17

Ghiaccio sulle porte

26-gen

Porjus

-17,3

23

Webasto

X X

16

Ghiaccio sulle porte Neve

27-gen

Jukkasjarvi

-19

22,5

Webasto

X

5

Ghiaccio

28-gen

Kiruna

-21,4

23

Webasto

X X

16

Ghiaccio sulle porte

29-gen

Kiruna

-29,2

22

Webasto+Truma

X X

17

Ghiaccio sulle porte

30-gen

Vittangi

-29

22

Webasto+Truma

X X

17

Ghiaccio sulle porte

31-gen

Enontekio

-25,5

23

Webasto+Truma

X X

17

Ghiaccio sulle porte

01-feb

Alta

-12

23

Webasto

X X

17,5

Vento

02-feb

Alta

-20,8

22

Webasto

X X

16

Vento

03-feb

Hammerfest

-6

23

Webasto

X

15

04-feb

Honningsvag

-11

22

Webasto

X X

17

Bufera di neve

05-feb

Honningsvag

-19

23

Webasto

X X

16

Bufera di neve

06-feb

Honningsvag

-12

23

Webasto

X X

17

Neve

07-feb

Russenes

-6

23

Webasto

X X

19

Pioggia

08-feb

Karasjok

-10

23

Webasto

X X

17

09-feb

Saariselka

-21

23

Webasto

X X

16

Vento

10-feb

Napapjiri

-7

23

Webasto

X X

17

11-feb

Lulea

-13

23

Webasto

X

12

Ghiaccio Neve

12-feb

Arvidsjaur

-15

23

Truma

X X

16

13-feb

Storuman

-7

23

Webasto

X X

17

Neve

14-feb

Lit

-4

23

Webasto

X

14

Neve

15-feb

Mora

-6

22

Webasto

X X

17

16-feb

Mora

-9

23

Webasto

X X

17

Neve

17-feb

Oslo

-5,3

23

Webasto

X X

18

Nevischio

18-feb

Smogen

-0,9

23

Webasto

X

17

Pioggia

La temperatura minima raggiunta è stata di -29.2°C: un dato non tra i più bassi (nel 2009, in occasione di Lapland WinterXperience furono raggiunti i -33.5°C), ma ciò che impressiona è il periodo tra il 24 gennaio e il 2 febbraio: dieci giorni in cui la temperatura massima è stata di -12°C, la minima di oltre -29°C e la media di -21.7°C. Una temperatura severa, raggiunta in prossimità del Circolo Polare Artico svedese (Jokkmokk), e mantenuta per dieci giorni fino al raggiungimento del Mar Glaciale Artico ad Alta e che possiamo considerare come estremamente probante perché affrontata sia in sosta che in viaggio.

Di fronte a questo gelo polare è stato utilizzato prevalentemente il riscaldamento a gasolio Webasto AirTop Evo 5500 per la maggiore facilità di approvvigionamento di carburante, con un funzionamento combinato Webasto+Truma solo e soltanto in presenza delle temperature più estreme, diffondendo il calore nella parte interna dei gradini delle porte cabina. All’interno, la temperatura media è sempre stata mantenuta tra 22 e 23 gradi, con un delta termico, rispetto all’esterno, tra 40 e 50 gradi, mentre appare molto importante il dato concernente le temperature rilevate a cruscotto.

Con una temperatura esterna di 18 gradi sotto zero, in assenza di vento e di precipitazioni, con 22 gradi interni grazie al lavoro del Webasto, la sonda termometrica anteriore ha registrato, vicino al parabrezza e in presenza dell’Arctic Coat, una temperatura di 17 gradi centigradi, con totale assenza di condensa.

In condìzioni simili (-19°C), si è allora provveduto a non impiegare il cappotto termico Larcos: questa seconda prova, svolta a Jukkasjarvi, nei pressi dello splendido Ice Hotel, ha visto la temperatura a cruscotto scendere a soli +5°C, con formazione di uno spesso strato di ghiaccio sia sul parabrezza che sui cristalli laterali.

Le temperature particolarmente rigide hanno suggerito un impiego massiccio della copertura termica anteriore: sciogliere il ghiaccio interno al parabrezza, quando la temperatura esterna si mantiene prossima ai 20 gradi sotto lo zero, implica infatti un notevole dispendio di ulteriore calore, di energia e di tempo, dal momento che lo sbrinamento completo può richiedere anche una ventina di minuti. L’Arctic Coat Larcos è stato quindi impiegato massicciamente, anche e soprattutto in caso di maltempo, evitando così anche la formazione di ghiaccio esterno sul parabrezza dovuto a colature di acqua dal tetto che può danneggiare la gomma delle spazzole tergicristallo.

Quando posizionato sul veicolo innevato (o ghiacciato), il cappotto termico ha dimostrato la sua validità contribuendo a far sì che il ghiaccio depositato ai lati del parabrezza o sotto alle spazzole tergicristallo si sciogliesse: questo perché in presenza dell’Arctic Coat, la temperatura rilevata a cruscotto si è sempre mantenuta tra 16 e 17 gradi, anche in presenza di temperature esterne nell’ordine dei -25/-30°C.

In alcune occasioni (tra queste Alta, Honningsvag, Enontekio), in presenza di forte vento sommato a temperature particolarmente rigide (tra -20 e -30°C), si è osservata una leggera formazione di ghiaccio laterale in corrispondenza della parte inferiore dei finestrini laterali delle porte cabina: il motivo è di facile spiegazione ed è dovuto alla stretta vicinanza con le bocchette di ventilazione del Webasto che, soffiando copiosamente aria molto calda alla base delle porte stesse, ha aumentato in questa zona il delta termico tra interno ed esterno a oltre 60 gradi.

La resistenza

DI fronte a un impiego con temperature tra 20 e 30 gradi sottozero, neve, ghiaccio e forti raffiche di vento, la struttura, le cuciture, i sistemi di arresto e di aggancio dell’Arctic Coat sono stati messi a dura prova. Il problema, infatti, non si pone la sera, quando ormai in sosta la copertura viene applicata sul veicolo dopo essere stata per diverse ore al caldo del garage posteriore, quanto di mattina, quando occorre rimuoverla durante le ore più fredde del giorno, ripiegarla e ripulirla dai postumi della notte. Non è raro, infatti, che nel Grande Nord ci si possa svegliare sotto una bufera di neve, con forte vento e accumuli di neve crostosa appiccicata laddove i flussi di aria l’hanno sospinta.

La particolare struttura dell’Arctic Coat, in tessuto tecnico oleo e idro repellente, fa sì che neve e ghiaccio difficilmente vi si attacchino: al fine di rimuoverli in maniera semplice e veloce, abbiamo utilizzato con successo un semplice scopino, di quelli comunemente utilizzati, in Scandinavia, per la rimozione della neve dalle automobili. Uno strumento estremamente leggero, quindi, pensato per non rovinare la vernice, ma che, utilizzato sul cappotto tecnico Larcos, ne ha sempre permesso una rapida e veloce pulizia. Il cappotto, inoltre, ha mostrato una grande resistenza al freddo, mantenendo una struttura estremamente elastica anche dopo molte ore di esposizione al freddo, facilitando non poco il suo ripiegamento e collocazione nell’apposito sacco contenitore in dotazione.

A livello di ancoraggio, sono stati utilizzati i sistemi di aggancio laterali, il velcro superiore al braccio degli specchi retrovisori e i ganci inferiori al paraurti: questi, da soli, hanno mantenuto perfettamente in sede l’Arctic Coat. Le fettucce dedicate alle porte sono state impiegate esclusivamente in presenza di bufere di neve (Honningsvag su tutte) per favorire la perfetta adesione laterale del cappotto anche in presenza di forte vento.

Fotogallery

Riferimenti e contatti del costruttore

Larcos
Via Golfarelli, 157 – 47122 Forlì (FC)
Tel.  0543 79 69 88 – Fax 0543 79 69 88 – E-mail: info@larcos.it
www.larcos.it 

Michel

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