August 17, 2019

E’ una tra le manifestazioni più antiche: la prima edizione della Fiera di Sant’Orso, ad Aosta, infatti, risale al lontanissimo anno 1000, in pieno Medio Evo. La leggenda narra che tutto ebbe origine proprio di fronte alla Chiesa di Sant’Orso dove il santo, vissino anteriormente al IX secolo, era solito distribuire ai poveri indumenti e “Sabot”, le tipiche calzature in legno.

Nata come occasione di incontro e di scambio tra le popolazioni delle varie vallate,  la fiera si tiene, oggi come allora il 30 e il 31 di gennaio. Se, però, nelle primissime edizioni la manifestazione era raggruppata intorno al borgo di Sant’Orso e all’interno delle mura romane, con il passare degli anni è progressivamente cresciuta utilizzando tutto il centro cittadino e diventando una vera e propria vetrina dell’artigianato tipico valdostano.

Un’esposizione di vere opere d’arte, derivanti anche dalla ricerca e dall’utilizzo di stili innovativi, sono i simboli tangibili di una cultura antica. Avvolti da questa magica atmosfera, durante tutto lo svolgimento della manifestazione è possibile vivere un’esperienza unica, fatta di sensazioni quotidiane dal fascino millenario. La ricerca di un acquisto o il ricordo di un momento particolare permettono a tutti di essere veri protagonisti dell’evento, entrando allo stesso tempo in contatto con l’identità della popolazione valdostana e con il proprio senso di appartenenza verso il territorio e le sue risorse. Risorse che sono l’ingrediente fondamentale dei manufatti proposti: legno, ma anche pietra e ferro sono infatti le materie prime che, in mano ad abili scultori, alcuni semplici appassionati, altri veri e propri artisti, diventano mobili, attrezzi agricoli, statue, bassorilievi, sculture e tutto ciò che la fantasia e l’abilità dei loro creatori autorizza a immaginare.

Una vera e propria festa lunga due giorni e allietata, la sera del 30 gennaio, dalla tradizionale “Veillà“, la grande festa popolare che, nel centro della città e in particolare intorno alle Porte Praetoriane, vede l’esibizione di gruppi folcloristici, cori, concerti e la possibilità di gustare l’enogastronomia locale direttamente nelle tante cantine aperte per l’occasione.

L’edizione 2013 ha visto un consistente afflusso di visitatori: le stime ufficiali, infatti, parlano di circa 220.000 persone provenienti principalmente da Italia, Francia e Svizzera: un dato plausibile visto l’affollamento che ha interessato tutta la città, con le vie del centro dedicate ai banchetti, ai suoni, ai colori, ai profumi e alle emozioni di una festa che affonda le sue origini in una lunghissima tradizione e che, come tale, sa essere ogni anno diversa senza perdere la propria identità. Un’occasione, quella di Sant’Orso, per scoprire la Valle d’Aosta oltre la montagna, la neve e lo sci, gustandone l’enogastronomia tipica nei vari padiglioni e punti di ristoro, e per immergersi in una vera e propria festa capace di coinvolgere allo stesso modo residenti e turisti.

Ecco gli spunti più interessanti dell’edizione 2013 della Fiera di Sant’Orso: il prossimo appuntamento con la “Millenaria” è per il 2014, naturalmente sempre il 30 e 31 gennaio.

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Michel

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