May 28, 2020

Se percorri la strada numero 30, è davvero impossibile non capire di essere a Bad Waldsee: le sedi di Hymer e Movera, infatti, appaiono in tutto il loro imponente sviluppo, ma è lo straordinario building dell’ErwinHymerMuseum a svettare, specie di notte. Scenograficamente collocato sulla sommità di una collina, modernissimo e colorato, somiglia, visto da lontano, a un’enorme cornice fotografica dotata di un maxischermo passante su cui ammirare la storia del veicolo ricreazionale. Man mano che ti avvicini, che lasci la strada 30 per imboccare la Robert-Bosch Strasse, questo schermo inizia a prendere vita con tutti i colori tipici del turismo all’aria aperta.

Tinte vivaci, decise. E quell’atmosfera di festa che imita perfettamente quella che respiri in vacanza. Già, la vacanza: unita alla voglia di scoprire il mondo, a mischiarsi con esso, a esplorare luoghi in libertà e senza necessità di interpreti o di guide, la vacanza è uno dei temi fondamentali che hanno ispirato, e ispirano tutt’ora, chi inventa, progetta e realizza gli strumenti per il tempo libero. Veicoli da viaggio: è proprio un viaggio quello che l’ErwinHymerMuseum propone ai visitatori. Un percorso che si snoda tra oltre 50 anni di storia, partendo dai pionieri per arrivare ai giorni nostri. Una camminata per scoprire l’origine dei veicoli ricreazionali Made in Europe, dalle realizzazioni di Arist Dethleffs, fondatore della celebre azienda tedesca, che nel 1931 diede inizio all’avventura dell’abitar-viaggiando in terra tedesca. La Dethleffs Wohnauto, infatti, non è solo la prima caravan Dethleffs, ma è la prima caravan prodotta in Germania. Tre posti letto, 4 metri e 38 centimetri di lunghezza, 1e66 di larghezza, appena 2 metri e 5 centimetri di altezza e tutto ciò che serve, compresa una tanica per l’acqua che viene distribuita tramite un semplice rubinetto di tipo domestico. Dethleffs e Sportberger in Germania, Car Cruiser nel Regno Unito, Notin in Francia: a macchia di leopardo, in Europa inizia a prendere vita il settore del Caravanning.

Nascono le prime caravan, i primi carrelli tenda. Siamo negli anni 30. Sono gli anni della Fiat Balilla, della prima edizione dei mondiali di calcio, dell’Empire State Building, di Al Capone, del NewDeal, dell’ascesa dei regimi totalitaristici e delle tragiche conseguenze che a questi andranno a seguire.

Nel 1946 la Seconda Guerra Mondiale è appena terminata: la Germania sta pagando un prezzo pesantissimo, nasce la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti mettono a punto il Piano Marshall per la ricostruzione dell’Europa. La voglia di rinascita passa, naturalmente, anche attraverso la voglia di viaggiare. Le prime caravan del dopoguerra sono forse anche più semplici di quelle dei pionieri: la disponibilità di materiali è quella che è, e allora si utilizzano quelle materie prime previste, fino a pochi mesi prima, per la manutenzione e la riparazione dei veicoli militari. Tela, alluminio e, naturalmente, legno. Dimensioni compatte, comfort minimale: ma va bene così. Si può ricominciare a viaggiare. Ecco, allora la Sportberger C2, assimilabile come peso e ingombri a un attuale carrello ad appendice, o la Hirth Tramp, caratterizzata dalla particolare forma a goccia che introduce un primo concetto di aerodinamica.

Arrivano gli anni Cinquanta, cambiano le forme e crescono le proposte: particolari, quasi da cartone animato come quelle della Sportberger Landyacht L6 con due camere da letto agli estremi e zona living centrale, inserita in una sorta di torretta, avanguardiste come quelle della Globetrotter di Dethleffs, multifunzionali come la Wittener di Schollmeyer e Mahler, con carrozzeria a soffietto rigido per coniugare facilità di traino e abitabilità in sosta. Sono anni fondamentali in cui nascono aziende destinate a diventare storiche: Eriba, dalle iniziali del fondatore, Erich Bach, con la famosissima Puch i cui concetti abitativi sono ancora oggi proposti dalla factory tedesca, o Knaus, che con la piccola Schwalbennest inizia il proprio percorso costruttivo. Sono gli anni in cui nasce la Laika, che il prossimo 6 Aprile si appresta a festeggiare i 50 anni di vita, con la primissima 500, la caravan pensata per essere trainata dalla celeberrima utilitaria di casa Fiat, in cui a Pomezia nasce l’Arca, in cui sono costruiti i primi camper, anche in casa Hymer. Il primo, esposto all’ErwinHymerMuseum, è l’Hymer Caravano. Seguiranno gli HymerMobil, prima in versione profilata e quindi integrale, tutti esposti con esemplari storici, vissuti e visitabili, per un marchio capace di diventare, spesso, sinonimo stesso di motorhome, mentre iniziano a differenziarsi le varie tipologie costruttive, con il mitico “Bulli”, il Volkswagen Transporter, assoluto protagonista tra i camper puri.

Straordinaria testimonianza di oltre cinquant’anni di storia, l’ErwinHymerMuseum è un viaggio continuo tra passato e presente del veicolo ricreazionale, offrendo ai propri visitatori la possibilità di toccare con mano diversi veicoli storici, preziosissimi e, ormai, introvabili, in un percorso guidato affascinante e ricco di spunti. Tra questi i fantastici Schaefer Orion, primi esempi di monoscocche in vetroresina, i prototipi Dethleffs di inizio anni Ottanta, i primi Clou di Niesmann+Bischoff. Un viaggio tutto da vivere, assistito dai più moderni strumenti multimediali per capire e apprezzare la storia e l’evoluzione di un settore, quello dell’abitar viaggiando, che non smette di affascinare intere generazioni di utenti, piccoli e grandi.

Fotogallery

Informazioni utili Erwin Hymer Museum 

  • Indirizzo: Robert-Bosch-Straße 7 | 88339 Bad Waldsee Tel. +49 7524 976676-00 | Fax. +49 7524 976676-1
  • Orari di apertura: ogni giorno dalle 10 alle 18, il giovedì fino alle 21
  • Prezzo dei biglietti: adulti 9,5 Euro, ragazzi(6-18 anni) 4,5 Euro, gratuito per i bambini fino a 6 anni
  • Sito internet: www.erwin-hymer-museum.de

Michel

Comments are closed.