February 3, 2023

La meccanica.

Il Pegaso Mythos 266 è allestito sul nuovo Fiat Ducato X290 con telaio longheronato alto: due sono le versioni disponibili. La prima, fornita di serie, è rappresentata dallo chassis in versione 35 Light con portata complessiva di 3500 kg, guida, con patente B e cerchi in lega da 16 pollici con pneumatici 225/75R16CP, mentre chi desidera poter contare su una base meccanica più prestante può richiedere il nuovo Ducato X290 in versione 43 Heavy: con una massa complessiva disponibile, a scelta, tra 3650, 4250 e 4400 kg, offre di serie cerchi, pneumatici, sospensioni e freni maggiorati e dimensionati per il maggiore peso complessivo a pieno carico ma richiede, per poter essere condotto, le patenti C o C1.

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Per ciò che concerne le motorizzazioni, base dell’offerta è rappresentata dal  classico 2.3 Multijet da 130 cv che offre una coppia di 320 Nm. Chi desidera maggiori prestazioni può optare per il il 2.3 Multijet TGV da 148 cv (350 Nm), mentre al vertice dell’offerta si colloca il potente 3.0 Multijet Power da 177 cv (400 Nm, fornito di serie con Ducato 43 Heavy e MCPC di 4400 kg). In linea con le normative antinquinamento Euro5+, le motorizzazioni sono abbinate a un cambio manuale a sei rapporti e, in opzione, possono essere richieste con cambio automatizzato Comfort-Matic.

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Il Pegaso Mythos 266 sfrutta lo scudato Fiat con passo da 403,5 cm: la lunghezza complessiva, di 738 cm, è quindi ripartita tra uno sbalzo anteriore 91.5 cm e uno posteriore di 243 cm (pari 60,2% del passo).
L’altezza massima del veicolo è di 289 cm: di questi, 200 sono disponibili all’interno mentre nella zona posteriore della camera da letto, rialzata di 14 cm rispetto al piano di calpestio, sono disponibili 186 cm. Verso la cabina di guida, in corrispondenza del letto matrimoniale basculante, l’altezza utile varia tra un minimo di 167 e un massimo di 189 cm. La larghezza esterna, infine, è di 232 cm, mentre quella interna è di 215 cm.
Anteriormente, il Pegaso Mythos 266 presenta un’altezza da terra, misurata al centro del paraurti, di 27 cm: 43,5 cm, invece, sono i centimetri che separano il paraurti posteriore da terra.

La scocca

Il telaio Fiat è impiegato in versione longheronata alta per una maggiore rigidità torsionale: su questa struttura sono posizionate quattro traverse in acciaio zincato da 30 mm di spessore a sostegno del pavimento, realizzato con la nuova tecnologia ExPS Evo.

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Il piano di calpestio, infatti, si compone di un rivestimento inferiore in vetroresina, intelaiatura perimetrale in polistirene estruso, coibentazione in polistirene estruso a cellule chiuse, strato interno in vetroresina e piano di calpestio in pvc per uno spessore complessivo di 36 mm.

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La parte posteriore del veicolo e il relativo sbalzo sono poi sorretti da appositi longheroni di sostegno imbullonati allo chassis Fiat: a garanzia di una ideale resistenza ad acqua, detriti e agenti atmosferici, anche il pianale inferiore del garage sfrutta la tecnologia ExPS Evo optando per la medesima costruzione del pavimento del veicolo.

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Al pavimento inferiore sono collegate le pareti: realizzate sfruttando il nuovo procedimento ExPS EVO, abbinano un rivestimento esterno in vetroresina, coibentazione in Styrofoam Texsa e rivestimento interno in laminato plastico rifinito in pvc per complessivi 31 mm. Da notare, in particolare, come la struttura interna alla parete sia realizzata sfruttando un estruso plastico ad alta densità: presente perimetralmente, sostituisce i tradizionali regoli in legno: immarcescibile, questo materiale impedisce l’ingresso di acqua. Grazie a questi accorgimenti, la garanzia contro le infiltrazioni è di 6 anni.

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Realizzato accoppiando rivestimento esterno in vetroresina, coibentazione in polistirolo ad alta densità e rivestimento interno laminato, il tetto ha uno spessore di 31,5 mm: la scocca si completa poi con il frontale, realizzato sfruttando l’accoppiamento tra uno scheletro interno monoblocco in vetroresina e un rivestimento esterno prestampato in abs.

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Questo si compone di sette diversi stampi (due laterali e cinque centrali, comprensivi anche del cofano motore) permettendo al Pegaso di offrire forme piuttosto aggressive e, al contempo, di consentire, in caso di necessità, eventuali interventi di riparazione limitati alle parti interessate. Sempre in abs sono i cantonali perimetrali di giuntura tra pareti e tetto (da 6×6 cm), mentre la coda beneficia, oltre ai classici cantonali strutturali, di appositi carter di rifinitura, realizzati sempre in materiale plastico, a integrare la fanaleria e a congiungere la parte superiore della parete con il paraurti posteriore.

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La scocca si compone poi con bandelle in alluminio da 2 mm di spessore e 10 cm di sviluppo verticale: per migliorarne l’aspetto estetico e l’integrazione sulla fiancata, i designer hanno deciso di inserire un leggero profilo antiurto in abs al fine di spezzarne i volumi. Ancora in abs, sono, infine, i parafanghi posteriori, mantenuti in sede da apposite viti celate tramite i classici orli.

Michel

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