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CamperOnTest: P.L.A. Brunelleschi MH 74

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E’ una delle grandi novità 2014: un motorhome monoscocca in vetroresina originale e personale nelle forme, dotato di doppio pavimento e disponibile sia con telaio originale Fiat che con l’extraserie AL-KO AMC. Ecco tutti i segreti del nuovo Brunelleschi MH 74, il primo integrale di casa P.L.A..

Una sfida nuova, intrapresa da una tra le aziende più giovani, dinamiche e ambiziose: chiudere un cerchio iniziato da appena quattro anni affiancando alle tradizionali gamme di mansardati, profilati e basculanti una nuova serie di motorhome destinata ad ampliare non solo l’offerta, ma la percezione stessa del marchio, con la chiara intenzione di andare a presidiare anche la fascia alta del mercato. E’ la missione che P.L.A. affida ai nuovissimi Brunelleschi, i motorhome monoscocca che segnano la discesa in campo della giovane factory toscana nel campo degli integrali e, al contempo, evidenziano la volontà del marchio, creato nel 2010 da Pier Luigi Alinari, di proporsi sempre più come costruttore globale, vantando una gamma capace di spaziare dai super economici Asso e Yes Camper, ai giovani Plasy e Plasy Live, ai classici P.L.A. M, S e HS, andando a coprire tutte le fasce di mercato comprese dall’entry level, proposto a poco più di 30.000 Euro, al motorhome di prestigio da 90.000 Euro. Un percorso lineare, quello che ha portato alla nascita dei Brunelleschi, capace di unire carattere e originalità in un prodotto nuovo ma capace di rispecchiare in pieno il family-feeling del marchio, immediatamente identificabile e riconoscibile. Proposto, per ora, in due versioni, MH 44 con letti gemelli su garage e MH 74 con letto centrale nautico, Brunelleschi si presenta forte di diverse peculiarità di sicuro interesse, tra carrozzeria moblocco in vetroresina, doppio pavimento e interni moderni e dalle forme eleganti e riuscite. Pensato per la coppia matura ma capace di ospitare senza alcun problema un equipaggio di quattro persone, grazie ad altrettanti posti letto sempre pronti, è un motorhome originale e tutto da scoprire.

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La meccanica.

Il Brunelleschi MH 74 è allestito sul nuovo Fiat Ducato X290: per il proprio nuovo integrale, P.L.A. offre la scelta tra diverse possibilità di telaio. Base dell’offerta è rappresentata dallo chassis originale Fiat Camping-Car Special ribassato in versione 35 Light con portata complessiva di 3500 kg, guida con patente B e cerchi da 15 pollici con pneumatici 225/75R15CP.  In opzione, il Brunelleschi può essere richiesto con questo telaio abbinato a cerchi in lega leggera da 16 pollici, mentre chi desidera poter contare su una meccanica di base più prestante può optare per il nuovo Ducato X290 in versione 43 Heavy: con una massa complessiva disponibile, a scelta, tra 3650, 4250 e 4400 kg, offre di serie cerchi, pneumatici, sospensioni e freni maggiorati e dimensionati per il maggiore peso complessivo a pieno carico ma richiede, per poter essere condotto, le patenti C o C1. Entrambe le motrici (35 Light e 43 Heavy), possono poi essere richiesti in abbinamento all’esclusivo telaio AL-KO AMC: realizzato in acciaio zincato, portante e completo di sospensioni posteriori indipendenti di tipo automobilistico, consente di maggiorare l’altezza utile interna di 7 cm grazie a un minore sviluppo verticale.

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Per ciò che concerne le motorizzazioni, base dell’offerta è rappresentata dal  classico 2.3 Multijet da 130cv che offre una coppia di 320 Nm. Chi desidera maggiori prestazioni può optare per il il 2.3 Multijet TGV da 148 cv (350 Nm), presente sull’esemplare oggetto di questo CamperOnTest, mentre al vertice dell’offerta si colloca il potente 3.0 Multijet Power da 177 cv (400 Nm, fornito di serie con Ducato 43 Heavy e MCPC di 4400 kg). In linea con le normative antinquinamento Euro5+, le motorizzazioni sono abbinate a un cambio manuale a sei rapporti e, in opzione, possono essere richieste con cambio automatizzato Comfort-Matic.

Che utilizzi il telaio originale Camping-Car Special o il moderno e portante AL-KO AMC, il Brunelleschi MH 74 adotta un passo di 403,5 cm, distribuendo la lunghezza complessiva, 736 cm, tra uno sbalzo anteriore di 92,5 e uno posteriore di 240 cm (pari al 59,4% del passo). L’altezza massima del veicolo è di 289 cm: di questi, all’interno ne sono disponibili 200 nella parte centrale del veicolo, 195 nella camera da letto posteriore e 170 in prossimità del letto basculante anteriore. La larghezza massima esterna è di 234 cm, mentre quella interna raggiunge i 212 cm.

Anteriormente, il Brunelleschi MH 74 presenta un’altezza da terra, misurata al centro del paraurti, di 40 cm; 51 sono, invece, i centrimetri che separano dal suolo il paraurti posteriore.

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La scocca

Una delle peculiarità del nuovissimo Brunelleschi è sicuramente la monoscocca in vetroresina: realizzata dallo specialista Camper Italia S.r.l. nello stabilimento di Aprilia, è stata disegnata e progettata da P.L.A. e riprende volutamente diversi dettami stilistici dei prodotti del giovane marchio toscano, reinterpretandoli all’interno di una carrozzeria integrale che sfrutta bene le tante possibilità offerte dalla fibra di vetro.

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La base di partenza nella costruzione del veicolo è, come ovvio, il pavimento: l’avvio della costruzione del Brunelleschi parte infatti proprio dalla realizzazione della base dell’allestimento, con un pianale inferiore da 20 mm di spessore realizzato sfruttando un apposito multistrato fenolico da 18 mm di spessore rivestito, sia all’interno che all’esterno, da due fogli di vetroresina da 1 mm a garanzia di resistenza nel tempo ad acqua e agenti atmosferici.

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Questo pianale rappresenta la base del doppio pavimento: l’intercapedine, da 23 cm di luce, è presente su tutta la superficie del veicolo, fatto salvo il garage posteriore, ed è pensata per accogliere, in un ambiente protetto e riscaldato, tutte le componenti degli impianti del veicolo.

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Durante la costruzione del doppio pavimento, infatti, sono collocati i serbatoi dell’acqua potabile e del recupero, entrambi da 120 litri e sistemati all’interno, in corrispondenza dell’asse posteriore, le relative tubazioni in rilsan dell’impianto idrico, la pompa dell’acqua, le canalizzazioni elettriche, opportunamente protette da apposite canaline, e le tubazioni del riscaldamento canalizzato, interamente interne. Il doppio pavimento è delimitato da una struttura in acciaio zincato, realizzata ad hoc per ogni allestimento, opportunamente imbullonata al pianale inferiore e pensata per sorreggere senza alcun problema il vero e proprio piano di calpestio del veicolo, un sandwich da 40 mm di spessore costituito da un doppio strato interno ed esterno in multistrato fenolico, intelaiatura interna in legno, coibentazione in polistirene ad alta densità e rivestimento interno in linoleum effetto parquet.

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La costruzione della monoscocca in vetroresina prevede l’assemblaggio di cinque stampi (per tetto, frontale, parete destra, parete sinistra, posteriore) che, una volta resinati insieme, vanno a comporre un monolite robusto e privo di giunzioni. La costruzione della scocca inizia sempre dalla lucidatura degli stampi: un’operazione fondamentale per far sì che, una volta terminata la costruzione della scocca, questa possa essere separata dal proprio stampo.

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Terminata la lucidatura e la ceratura si passa alla verniciatura a gelcoat, spruzzando la vernice sugli stampi sfruttando l’opera di apposite apparecchiature; si procede quindi alla resinatura degli stampi, cospargendo manualmente la resina sugli stampi verniciati tramite appositi rulli e abbinandovi un primo strato di fibra di vetro (mat): la fibra viene prima posata sulla resina, quindi cosparsa a propria volta e rullata in modo da ottenere una perfetta aderenza tra i vari strati.

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Per la costruzione della monoscocca del nuovo Brunelleschi, è utilizzata una tripla stratificazione per ciò che concerne lo strato esterno del guscio: terminata la prima parte della cosiddetta “stampata”, si può procedere alla coibentazione. La nascente scocca viene nuovamente resinata al proprio interno tramite il rullaggio di resina: si passa quindi all’applicazione di lastre di poliuretano da 30 mm di spessore che, una volta collocate nella propria posizione, sono solidarizzate al guscio esterno tramite un procedimento sottovuoto, con una potente pompa a risucchio in grado di fornire una pressione pari a 100 kg per centimetro quadrato e, in questo modo, garantire una perfetta unione tra le parti.

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Sempre in questa fase, i tecnici provvedono alla fresatura, in alcune aree specifiche del veicolo, di alcuni millimetri di isolamento e al contestuale inserimento di appositi rinforzi in legno che serviranno a fornire adeguato rinforzo nel processo di unione tra la scocca e il mobilio interno.

Terminata la coibentazione, i tecnici procedono alla resinatura del guscio interno, cospargendo la resina sull’isolante poliuretanico, abbinandovi la fibra di vetro e rullando il tutto per ottenere un monolite robusto e privo di imperfezioni. Una volta essiccata, la carrozzeria potrà essere liberata dai propri stampi, rifinita, girata e abbinata al doppio pavimento, con il piano di calpestio superiore che andrà a rappresentare la vera e propria base dell’intera scocca, offrendole adeguato supporto.

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La carrozzeria, una volta abbinata al doppio pavimento, è rivestita proprio interno tramite un pregiato materiale nautico imbottito che porta a 38 mm lo spessore complessivo di pareti e tetto: allo stesso tempo si iniziano a inserire alcune componenti dell’allestimento (tra cui i supporti del letto matrimoniale anteriore basculante e dei gruppi ottici anteriori, per poi passare alle sportellerie esterne, all’applicazione delle finestre della cellula, ai cristalli e ai relativi tergicristalli per la cabina di guida, gli specchi retrovisori elettrici e, una volta collocata la scocca sull’autotelaio,  l’intero arredamento della cabina di guida.

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Questa beneficia, una volta di più, delle pressoché infinite possibilità offerte dall’utilizzo della vetroresina: in questo materiale sono infatti realizzati gli ampliamenti laterali del pavimento, con il gradino dedicato alla porta lato guida e un pratico vano di stivaggio a pozzetto a fianco alla poltrona laterale destra, e i pannelli di separazione tra vano motore e abitacolo, coibentati, sul lato esterno, con isolante termoacustico completo di lamina di alluminio riflettente. Prima di lasciare l’unità di produzione esterna di P.L.A., la scocca è completata da tutte le componenti esterne (finestre, oblò, cristalli, porte, gruppi ottici anteriori, posteriori e laterali), è verniciata ed è pronta a essere trasportata a Barberino Val d’Elsa per ricevere il proprio allestimento interno presso le linee di montaggio P.L.A.. in cui sono realizzati, oltre ai nuovi Brunelleschi, i motorhome GiottiLine, marchio commercializzato da IIC, Industria Italiana Camper, la società partecipata al 60% da P.L.A. e al 40% da Pier Luigi Alinari.

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L’esterno

Motorhome di dimensioni medio grandi, il nuovo Brunelleschi è immediatamente riconoscibile per una linea esterna molto particolare che riprende, in chiave integrale, diversi stilemi introdotti da P.L.A. sui propri veicoli, primo tra tutti il tetto a curvatura continua che, seppure meno marcata rispetto alle altre realizzazioni del marchio toscano, dona a questo motorhome un aspetto piacevolmente dinamico.

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Realizzato sfruttando bene le possibilità offerte dalla vetroresina, Brunelleschi colpisce immediatamente per il frontale, volutamente aerodinamico e caratterizzato sia da una marcata inclinazione del parabrezza sia da uno sbalzo anteriore addirittura inferiore a quello che caratterizza normalmente la meccanica di base utilizzata, il nuovo Fiat Ducato.

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Dello chassis torinese, P.L.A. ha scelto di conservare i nuovi ed eleganti gruppi ottici, accattivanti nel disegno e disponibili anche con le nuove ed esclusive luci DRL integrate, e gli efficaci tergicristalli, andando a ricostruire l’intero frontale scegliendo forme morbide e allo stesso tempo slanciate.

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Partendo dalla parte superiore del cupolino, il nuovo Brunelleschi sceglie di ricordare da vicino i profilati di casa P.L.A., sia a livello di forme, con apposite scalfature a V che alleggeriscono il profilo curvilineo proveniente dal tetto e permettendo l’apposizione in bella mostra del logo del costruttore, sia a livello sostanziale, con il classico oblò dedicato al letto basculante sostituito da un più automotive sky-view a forma trapezoidale con lastra brunita.

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Non mancano, sempre nel cupolino, le luci frontali di ingombro, a led, mentre sotto a queste ecco l’ampio parabrezza panoramico, contenuto lateralmente da montanti verniciati in nero che riprendono le sagome laterali all’interno delle quali sono inseriti sia i cristalli della cabina sia i supporti degli specchi retrovisori esterni, di tipo pullman con doppia lente a sviluppo verticale.

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Completamente bianco, invece, è il musetto, contraddistinto da una curvatura piuttosto sinuosa all’interno della quale sono collocati i gruppi ottici del nuovo Ducato X290, e il cofano motore, a sviluppo trapezoidale. Sotto a questi ecco la calandra, realizzata tramite un pannello sagomato in vetroresina rimovibile nel caso di necessità di manutenzione straordinaria al motore, e percorso da tre prese d’aria orizzontali, complete di griglia di protezione e pensate per servire il retrostante radiatore.

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Tutto lo sviluppo della calandra segue le forme a V disegnate dal cofano, riprendendo le linee disegnate dal cupolino superiore e alleggerendo il tutto con alcuni elementi verniciati in argento metallizzato tra cui i triangoli che ospitano i fari fendinebbia. Nella stessa tinta metallizzata sono proposte le bandelle, stampate in un unica componente insieme alla monoscocca e, pertanto, parte integrante di essa, che partono dall’ampio parafango anteriore, di forme morbide e avvolgenti, per andare poi a percorrere tutta la fiancata del veicolo riproponendo lo stesso stile e, conseguentemente, il family feeling con gli altri veicoli della gamma P.L.A..

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Proposte su due livelli, con un rialzo in prossimità del parafango posteriore che continua fino alla coda del veicolo, i fascioni inferiori optano per forme più muscolose rispetto a quelle piuttosto morbide del resto del veicolo, offrendo una evidente doppia nervatura longitudinale che è curiosamente presente sulla sola fiancata sinistra, con il lato destro decisamente più lineare e fluido.

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Le forme curvilinee del tetto accompagnano la fiancata alla propria conclusione, con una parete posteriore che riprende in toto il look dei P.L.A. M, S e HS utilizzando, chiaramente, tutte le peculiarità della costruzione monoscocca in vetroresina.

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Ecco, allora, due ampi montanti laterali comprensivi di gruppi ottici circolari a colonna, inglobati all’interno di un pannello verniciato in un’elegante tonalità antracite metallizzata, collocati sopra all’ampio paraurti comprensivo di catadiottri supplementari e, centralmente, del classico porta targa.

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Curata, l’estetica posteriore vede una modanatura trasversale a livello del paraurti che conferisce maggiore carattere a questo elemento, il logo PLA collocato in bella mostra poco sopra al paraurti stesso e una sorta di spoiler superiore sotto al quale è collocato il terzo stop a led.

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La grafica, giocata sui toni dell’argento metallizzato e del nero, è semplice e piacevole e sceglie, una volta di più, forme morbide nell’andare a spezzare i volumi, con la parte nera che vuole introdurre e mitigare lo sviluppo della vetratura della cabina di guida, e le parti argento metallizzato che riproducono, grossomodo, il disegno stilizzato delle forme stesse del Brunelleschi.

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Non mancano, poi, i richiami al naming del veicolo, presente su tre dei quattro lati del motorhome, mentre l’aspetto esterno si completa con finestre Polyvision ultrapiatte, caratterizzate da lastre in metacrilato brunito e di cornice in alluminio verniciato nero per un look più accattivante, e con i portelli di servizio e le porte di cellula e cabina i cui telai sono verniciati in tinta con le superfici sulle quali sono installati.

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La cabina di guida.

Completamente riprogettata, la cabina di guida è realizzata a partire dallo scudato originale Fiat e, data la costruzione della scocca in monoblocco di vetroresina, è parte integrante della carrozzeria del veicolo.

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Progettata per offrire un profilo anteriore particolarmente aerodinamico, con una marcata inclinazione del parabrezza e, in generale, dell’intero frontale, sfrutta a dovere le possibilità offerte dalla malleabilità della fibra di vetro ottenendo un aspetto personale e automobilistico che, come detto, utilizza interamente la carrozzeria monoscocca in vetroresina del veicolo, garanzia di robustezza e stabilità, lasciando alla sola calandra anteriore, opportunamente imbullonata, la possibilità di essere facilmente rimossa in caso di interventi particolarmente invasivi sul vicino motore.

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Curato, l’accoppiamento tra meccanica di base e cellula prevede lo spostamento di alcune componenti del Ducato (tra cui i gruppi ottici anteriori e l’intero impianto di tergicristalli, spruzzatori e spazzole) e l’introduzione di apposite strutture di rinforzo pensate per incrementare ulteriormente la stabilità del frontale. A protezione di questo, in particolare, durante le fasi di preparazione dello chassis il Ducato riceve un robusto profilo trasversale in acciaio zincato, realizzato ad hoc, che andrà a fornire la base di appoggio per il musetto del veicolo e che viene solidarizzato ai lamierati originali della meccanica di base torinese. La completa chiusura tra vano motore e abitacolo, poi, è affidata ad appositi stampi in vetroresina, opportunamente coibentati e utilizzati per l’ampliamento della larghezza della cabina di guida in prossimità delle poltrone, del cruscotto e del sovracruscotto.

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La parte centrale del frontale, appena sopra all’ampia calandra, è dedicata al cofano motore: servito da due cerniere, dal meccanismo di sblocco del Ducato e mantenuto in posizione di apertura tramite due pistoni a gas, misura 139×49 cm e permette un accesso agli organi meccanici lungo 105 cm e alto 49.

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Sopra a questo ecco il parabrezza panoramico: si sviluppa in una superficie di 220×105 cm ed è servito da due spazzole tergicristallo da 65 e 55 cm di lunghezza. Oltre che sul cristallo anteriore, chi guida può contare sulla visuale offerta dai cristalli laterali, tutti a vetrocamera: quello lungo la fiancata di destra offre una lunghezza massima di 133 cm, minima di 80, un’altezza utile di 61 cm mentre la porzione apribile a scorrimento misura 34×34 cm.

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Discorso simile sul lato opposto, con un triangolo anteriore da 53cm di base e 61 di altezza affiancato da un cristallo da 64×50 cm completo di apertura elettrica inserito all’interno della porta Dometic.

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Questa, da 173×70 cm, è provvista di serratura di sicurezza a doppio aggancio collegata alla chiusura centralizzata del veicolo, di alzacristallo elettrico e di controstampo interno in abs e permette di accedere facilmente alla cabina di guida: la porta, inoltre, è servita, nella parte inferiore, da un gradino integrato da 70/40×12/33×20 cm (soglia di ingresso a 54 cm da terra).

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Una volta a bordo, il guidatore e i passeggeri possono beneficiare di poltrone Aguti complete di cinture di sicurezza integrate, braccioli regolabili e piastre girevoli, mentre sempre per ciò che concerne il controllo delle dimensioni del veicolo, chi è al volante può utilizzare gli specchi retrovisori discendenti completi di doppia ottica (30×16 e 11×16 cm) a regolazione e sbrinamento elettrici.

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La cabina di guida vede la presenza di un ampio sovracruscotto in materiale plastico soft-touch: ha il compito di raccordare il cruscotto originale alla nuova cabina di guida e offre un totale di 10 bocchette di aerazione dedicate al parabrezza a cui si aggiungono due bocchette pensate per servire i cristalli laterali. Sempre nello stesso materiale sono realizzati i carter dei montanti anteriori (da 18 cm di larghezza), e le rifiniture che introducono i cristalli laterali a vetrocamera. La distanza tra volante e parabrezza, infine, è di 95 cm.

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Servita da una plafoniera centrale collocata nel sottobasculante, la cabina di guida offre, sulla destra, un vano portaoggetti servito da un’anta superiore in legno (92×16 cm, vano chiuso da 87x17x10 cm), sotto al quale trova collocazione un vano inferiore a giorno da 90x30x15 cm; ancora più in basso, a pavimento, una botola in vetroresina da 49,5×19 cm consente di accedere al gradino originale del Ducato e di sfruttare un vano utile allo stivaggio da 38x19x20 cm.

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La cabina di guida beneficia, inoltre, del riscaldamento canalizzato Truma Combi Diesel distribuito con due apposite bocchette frontali appena alle spalle delle poltrone, mentre sul prototipo oggetto di questo CamperOnTest non sono ancora proposti sistemi di oscuramento per ciò che concerne le superfici vetrate.

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Separata rispetto al resto dell’abitacolo da un gradino di 14 cm, peraltro elegantemente rivestito in agugliato, la cabina offre un passaggio utile verso l’abitacolo largo 29 cm e con altezza misurata al centro di 170 cm: per ciò che concerne la dotazione del veicolo provato, infine, si segnala la presenza di ABS con EBD, Traction+ con Hill-Holder, ESC e Hill-Descent-Control, doppio airbag, climatizzatore manuale, cruise-control, alzacristalli e specchi retrovisori elettrici e completi di sbrinamento, fari fendinebbia, sospensioni posteriori maggiorate con balestre bilama, cerchi in lega da 16 pollici con pneumatici Michelin Agilis Camping 225/75R16CP e impianto radio con doppio din e altoparlanti anche nella cellula abitativa.

Accessi e aperture di servizio

L’accesso al veicolo avviene nella parte centrale dell’abitacolo grazie a una elegante porta Hartal da 192×53,5 cm: dotata di serratura di sicurezza a doppio aggancio collegata alla chiusura centralizzata, di controstampo interno in abs bicolore bianco/grigio completo di vano portarifiuti integrato e facilmente rimovibile, è completa di finestra fissa (88×21 cm) con oscurante plissettato.

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La porta, servita da un doppio gradino integrato in vetroresina (60x22x17 e 54x17x17 cm), vede una soglia di ingresso situata a 43 cm da terra ulteriormente servita da un gradino elettrico Project2000 da 52×20 cm che quando dispiegato va a collocarsi a 23 cm dal suolo: la distanza del piano di calpestio interno rispetto al suolo esterno, infine, è di 81 cm.

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Servita dalla classica zanzariera scorrevole a pacchetto, da due spot led superiori e dalla classica maniglia di cortesia, collocata sul lato sinistro, accanto alla colonna frigo, la porta è completa di staffa di mantenimento in posizione aperta integrato nella porzione superiore del telaio.

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Accanto a questa, verso la cabina di guida, il Brunelleschi MH74 vede la presenza dell’ampio gavone passante anteriore inserito nel doppio pavimento: servito da due portelli simmetrici in vetroresina da 65,5×46 cm, si sviluppa in un ambiente di 222 cm di profondità, con larghezza utile di 71 cm e altezza di 23 cm.

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Non mancano, su ogni lato esterno, due pratici declassamenti da 61x33x15 cm che ne aumentano la volumetria utile. Il gavone passante, dotato di fondo in vetroresina, è delimitato da due pareti in acciaio zincato ed è attraversato, lungo il lato sinistro, da una tubazione della canalizzazione del riscaldamento.

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Lungo la fiancata destra, accanto alla porta, il Brunelleschi MH74 presenta le griglie di aerazione e scarico del frigorifero trivalente Dometic, il portello di accesso al serbatoio estraibile del wc Dometic e, nella parte posteriore, il classico garage passante.

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Servito da due portelli simmetrici con telaio Metallarte in alluminio verniciato da 104×90 cm, il garage offre uno spazio utile di 212×96 cm, con altezza che può variare tra un minimo di 90 e un massimo di 110 cm a seconda della regolazione del soprastante letto centrale, disponibile anche con sistema di movimentazione elettrico.

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Completo di riscaldamento, con una bocchetta dedicata e sezionabile, di illuminazione, con una plafoniera dedicata, il garage vede la presenza di una vasca inferiore in alluminio mandorlato, opportunamente sostenuta da appositi longheroni in acciaio zincato imbullonati allo chassis Fiat, mentre la soglia di carico si situa a 55 cm dal suolo.

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Non manca, centralmente, un vano utile allo stivaggio: misura 113x22x48 cm ed è servito da un’anta in legno da 92×23 cm.

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La fiancata sinistra ospita, oltre al già citato secondo portello di accesso al garage, il bocchettone di rifornimento del serbatoio dell’acqua potabile, la presa di collegamento alla rete elettrica e, centralmente, il vano gas: raggiungibile tramite un portello da 60×33 cm (soglia di carico a 99 cm da terra), è pensato per contenere due bombole da 10 kg in un ambiente da 48x66x70 cm.

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Realizzato in legno ma dotato di fondo antiusura in vetroresina, il vano è completo di ganci fermabombola, riduttore di pressione GOK da 30 mbar mentre all’aerazione provvedono due feritoie, una circolare a pavimento e una seconda, più ampia, inserita all’interno del portello di accesso.

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La fiancata sinistra, infine, si completa con il camino di aspirazione e scarico dell’impianto di riscaldamento Truma Combi Diesel e con il secondo portello laterale, sempre da 65,5×46 cm, dedicato al gavone passante anteriore.

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Completano le aperture di servizio cinque finestre Polyplastic Polyvision Aero, complete di telaio in alluminio verniciato nero e lastra esterna in metacrilato brunito inserite sulle fiancate destra (2) e sinistra (3) e diversi oblò a tetto: uno sky-view Plastoform da 65×42 cm a servizio del letto basculante, un Dometic Heki3 e un MidiHeki a servizio rispettivamente di living e camera da letto posteriore (entrambi disponibili anche con movimentazione elettrica e telecomando), un Turbovent Fiamma da 40×40 cm dedicato alla cucina, un oblò Fiamma da 28×28 cm inserito nella toilette e un aeratore cilindrico da 12 cm di diametro collocato a coronamento della doccia indipendente.

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Impiantistica

L’autonomia idrica può contare su un serbatoio dell’acqua potabile da 120 litri: realizzato in polietilene lineare alimentare, è inserito nel doppio pavimento, in prossimità dell’asse posteriore del veicolo, ed è rifornito tramite il classico bocchettone esterno completo di tappo a vite e sfiato.

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Il serbatoio, raggiungibile internamente tramite una botola a pavimento da 45×35 cm, è collocato all’interno di una intercapedine coibentata e riscaldata ed è affiancato da una pompa a pressostato Fiamma Aqua 8 in grado di erogare fino a 8 litri al minuto.

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La pompa, collocata anch’essa all’interno del doppio pavimento, ma nella parte anteriore del veicolo, è raggiungibile tramite una botola superiore da 25×45 cm, inserita all’interno della cassapanca frontemarcia del living, proprio accanto all’unità termica Truma Combi Diesel, sia dal corridoio del veicolo, una volta rimossa la botola centrale da 60×45 cm collocata di fronte alla porta di ingresso.

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L’impianto idrico utilizza tubazioni in rilsan e retinate con giunti a innesto rapido John Guest e rifornisce le utenze sfruttando pregevoli rubinetti monocomando in metallo cromato: particolarmente scenografici sono l’erogatore dedicato al blocco cucina, completo di illuminazione indiretta della base a led blu, e quello della toilette.

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Una volta utilizzata, l’acqua è raccolta da pilette di scarico inox da 50 mm per la cucina e da 30 per toilette e doccia e da qui condotte, tramite tubazioni corrugate, fino al serbatoio di recupero: dotato di una capacità di 120 litri, è realizzato in polipropilene nero al fine di contrastare la nascita e la proliferazione di eventuali alghe ed è collocato nel doppio pavimento del veicolo, a fianco al serbatoio dell’acqua potabile.

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Dotato di tappo superiore dedicato alle operazioni di ispezione e pulizia, il serbatoio è raggiungibile tramite la stessa botola a pavimento che serve il già citato serbatoio dell’acqua potabile. L’esemplare oggetto di questo CamperOnTest, primo prototipo realizzato e ancora in fase di completamento, non prevede la presenza dei classici sifoni antiodore abbinati alle pilette di scarico, mentre sempre dovuta alla natura prototipale del veicolo è l’assenza del sistema di scarico del serbatoio delle acque grigie, ancora da ultimare e che sarà, in ogni caso, interna al veicolo e, conseguentemente, in posizione antigelo. Il wc, infine, è un Dometic CTS4000 completo di tazza girevole in ceramica e serbatoio asportabile da 19 litri.

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Il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria sono affidati alla potente Truma Combi Diesel: alimentata a gasolio, caratterizzata da una potenza di 6kW e abbinata a un potente ventilatore in grado di generare un flusso di aria di ben 287 metri cubi all’ora, è proposta in versione CP Plus, con pannello di comando digitale di facile utilizzo e ricco di funzioni utili a garantire il massimo comfort a bordo.

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La stufa, comprensiva al proprio interno di un boiler ad accumulo da 10 litri, è inserita all’interno della cassapanca maggiore del living anteriore: è raggiungibile, dall’interno, rimuovendo la seduta del divano frontemarcia (91×63 cm), incernierata al fine di consentirne una più facile manipolazione.

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La canalizzazione, sviluppata esclusivamente all’interno del veicolo, corre all’interno del doppio pavimento distribuendo il calore prodotto tramite una rete di sei bocchette dedicate all’abitacolo, al garage posteriore e alla cabina di guida: il nuovo comando digitale, collocato a fianco al pannello delle utenze elettriche, sopra la porta di ingresso, in particolare, assicura all’impianto un surplus di funzionalità: facile da utilizzare, permette infatti di programmare il riscaldamento del veicolo, di impostare le funzioni boost (per un riscaldamento particolarmente veloce dell’abitacolo) o, al contrario, di selezionare la sola funzionalità della ventilazione quando, ad esempio, si intende ventilare il veicolo senza avviare il riscaldamento, di calibrare al meglio il termostato interno e di decidere i tempi e le modalità di funzionamento dell’intera apparecchiatura, impostando, ad esempio, una temperatura interna differenziata a seconda della fascia oraria permettendo, in questo modo, di ottenere anche una sensibile diminuzione dei consumi.

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La Combi Diesel CP Plus, inoltre, può essere utilizzata senza problemi anche durante la marcia, mentre la valvola antigelo FrostControl, pensata per evitare danni da congelamento al boiler, è inserita a fianco alla stufa stessa, in posizione facilmente raggiungibile. La sonda a controllo termostatico, infine, è collocata sopra alla porta di ingresso.

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L’autonomia energetica può contare, di serie, su una batteria Zenith AGM da 85 Ah: è inserita in un apposito contenitore all’interno del divanetto laterale destro, nel living anteriore, ed è affiancata da un caricabatterie e trasformatore Nordelettronica NE143P collocato nella stessa posizione e completato dalla scatola di derivazione completa di tutti i fusibili: entrambi sono adeguatamente protetti e sono accessibili rimuovendo la seduta del divanetto in questione (65×47 cm), mentre esternamente, verso la cabina di guida, ecco il pratico staccabatteria a chiavetta.

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Realizzato impiegando cavi in canalina e tecnologia LinBus per l’illuminazione interna a led, l’impianto elettrico è gestito da una centralina Nordelettronica inserita sopra la porta di ingresso: moderna e accattivante nel design, con quadro perimetrale effetto carbon-look, offre uno schermo lcd a colori per fornire indicazioni riguardo l’autonomia idrica (acqua potabile e recupero), elettrica (batterie motore e cellula), la temperatura, l’ora, e permette la gestione dell’illuminazione interna, dell’impianto elettrico con interruttore generale, dell’eventuale luce esterna e della pompa dell’acqua.

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L’illuminazione, scenografica e ben distribuita, è realizzata interamente a led e sfrutta, come detto, la tecnologia LinBus, offrendo pertanto sia la possibilità di comandare e di dimmerare le varie sorgenti luminose tramite un apposito telecomando, sia di comandarle da più postazioni del veicolo sfruttando interruttori plurivie.

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In particolare, la cabina di guida si affida a una maxi plafoniera quadrata inserita alla base del letto basculante, in modo da servire, durante la sosta, anche il vicino living. Questo, inoltre, può contare su uno spot laterale sinistro, inserito tra pensile superiore e soffitto, e su un ulteriore spot di lettura orientabile a collo di cigno inserito sempre alla base del pensile laterale sinistro. L’ingresso si affida a due spot led collocati sopra la porta cellula e a una elegante colonna luminosa sistemata a fianco alla TecTower, mentre il blocco cucina, sistemato alle spalle del soggiorno, si affida a due spot superiori a tetto, a due spot inseriti nella cappa aspirante e a una elegante plafoniera Tecnoled Plexy dotata di doppia illuminazione superbright e blu.

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Posteriormente, la toilette offre due spot led a soffitto, inseriti a servizio dello specchio e del lavabo, e una scenografica illuminazione indiretta blu della cupola superiore in vetroresina lucida: una soluzione, questa, ripresa in toto anche per la vicina doccia indipendente. La zona di corridoio compresa tra toilette e doccia è servita da una plafoniera led a soffitto,  mentre la camera da letto posteriore si affida a ben nove spot led a giro a soffitto integrati dai due classici spot orientabili di lettura collocati all’interno dell’ampia testiera imbottita.

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L’illuminazione si completa, infine, con due spot led orientabili dedicati al letto basculante e con la plafoniera dedicata al garage, azionabile dal portello laterale destro. Sempre per ciò che concerne l’impianto elettrico, il Brunelleschi MH74 offre due prese interne a 12V (dedicate a cabina e vano tv) e altrettante a 220V (a servizio di toilette e mobile tv), mentre non sono presenti, almeno su questo primissimo esemplare, le pratiche prese USB per la ricarica di device mobili tra cui gli ormai diffusissimi smartphone e tablet.

Ancora a livello di impiantistica, il Brunelleschi MH74 si segnala per la presenza di un vano gas pensato per contenere due bombole da 10kg: gestite da un riduttore di pressione GOK da 30mbar, distribuiscono il proprio contenuto alle utenze (Tectower e fornello) sfruttando apposite tubazioni in acciaio caratterizzate dalla presenza di due rubinetti sezionatori inseriti alla base del blocco cucina, accanto ai cassetti.

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Mobili e tappezzerie

Toni caldi, forme eleganti e particolari e accostamenti originali: il mobilio interno del nuovo motorhome di casa P.L.A. si inserisce nel solco tracciato dagli altri modelli del giovane marchio toscano abbinandovi un carattere forte e distintivo.

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Reso caloroso dal pregevole rivestimento di pareti e tetto, con tessuti nautici imbottiti a rivestire il guscio interno della monoscocca in vetroresina, l’ambiente si contraddistingue per il piacevole contrasto tra componenti in legno e parti laccate bianco lucido, con le sellerie in pelle bianca a ampliare ulteriormente la sensazione di luminosità fornita dall’abbondante numero di finestre e oblò.

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Il mobilio, realizzato in multistrato nobilitato bilaminato con spessori di 15 mm per le spalle e le componenti portanti e da 12 mm per il resto delle componenti, si caratterizza per forme personali e distintive, particolarmente evidenti nella parte del living e del blocco cucina, con i pensili superiori che vanno a disegnare una piacevole penisola capace di ampliare notevolmente gli spazi di stivaggio disponibili mantenendo al contempo una grande fluidità all’interno del veicolo, con linee sfuggenti, morbide e ben sottolineate da ante laccate bianco lucido affidate a cerniere inox Aventos KS Blum con rientro assistito e soft-close e da pulsanti di sgancio nascosti verso la parte interna dello stipetto.

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Realizzato con cura, piacevole alla vista e molto personale negli accostamenti, il mobilio sceglie di raffinare ulteriormente l’atmosfera interna optando per imbottiture in ecopelle per il mobiletto laterale destro in cabina di guida e per la culla che separa il matrimoniale centrale posteriore dal garage, e in cuoio color bianco panna e cuciture in vista per il pannello che contiene, sopra la porta, le centraline di comando degli impianti elettrico e del riscaldamento, per la colonna di forme morbide che introduce, accanto all’ingresso, la Tectower e per le ante dei pensili e degli armadi guardaroba della camera da letto posteriore.

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Ancora cuoio, in versione testa di moro e sempre con cuciture a vista, è invece impiegato per la rifinitura dei pannelli delle cassapanche e del divisorio tra blocco cucina e zona living.

Il mobilio, sprovvisto in questa versione di pateretine anticondensa per il living e, soprattutto, delle aerazioni anticondensa per i pensili, è comunque di buona fattura, piacevole alla vista e correttamente assemblato: è completato, per ciò che concerne i piani del blocco cucina, del living e della toilette, da laminati antigraffio da 35 mm di spessore con rifinitura esterna in trama effetto sughero.

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Non mancano le componenti stampate direttamente in vetroresina: sono infatti interamente realizzate in fibra di vetro la doccia indipendente e la cupola superiore del vano toilette, mentre in metacrilato (sia in versione traslucida che lucida con effetto “bagnato”) sono i pannelli che impreziosiscono la porta della toilette e la porta semicircolare che delimita il box doccia.

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Ancora materiali plastici, in versione softt-touch beige, sono poi largamente impiegati in cabina di guida, sia per le strutture del sovracruscotto (superiore e laterali), sia per tutta la realizzazione dei carter del letto basculante (inferiori, superiori e cielo cabina) a integrare anche il già citato sky-view panoramico. Di assoluto prestigio sono poi le sellerie, proposte, di serie, con un elegante interno in vera pelle: le cuscinerie, con elementi ergonomici da 12 e 18 cm di spessore a seconda della componente, sono inoltre personalizzati, a livello dei poggiatesta, con il ricamo del logo P.L.A..

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Il letto matrimoniale basculante anteriore offre un materasso in lattice da 13 cm adagiato su rete a doghe con telaio perimetrale metallico e doghe sospese: trattamento simile per il matrimoniale posteriore, con materasso di identiche peculiarità ma rete semplificata e doghe collocate direttamente sul piano in legno del letto.

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Continua

Il soggiorno

La zona anteriore del Brunelleschi MH 74 è dedicata al living: pensato per ospitare tranquillamente anche cinque persone grazie alla partecipazione delle poltrone della cabina di guida, dotate di piastre girevoli, si compone di un divano a L (trasversale 97×53 cm, longitudinale 60×43 cm) affiancato, sulla destra, da una poltroncina da 69×43 cm.

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Tutte le sedute, situate a 48 cm dal pavimento, sono servite da un tavolo da 100×58 cm: dotato di monogamba Nuova Mapa, il piano può essere traslato in ogni direzione in modo da servire al meglio ogni postazione disponibile.

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Il piano, che si trova a 74 cm da terra, lascia a disposizione delle gambe degli occupanti 21 cm:  il sostegno del tavolo, in particolare, può essere regolato in altezza semplicemente agendo con un piede sul pulsante di sblocco a pavimento. In assetto di viaggio, inoltre, la porzione laterale del divanetto di sinistra può essere abbattuta liberando lo spazio necessario alle gambe del quarto passeggero autorizzato in sede di omologazione.

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La luminosità diurna può contare sull’abbinamento tra l’ampia vettura garantita dalla cabina di guida, una finestra Polyvision Aero da 85×45 cm apribile a compasso, collocata sulla fiancata sinistra,  sulla finestra inserita sulla porta di ingresso (88×21 cm) e su un maxioblò panoramico a tetto Dometic Heki3 disponibile anche con movimentazione elettrica. L’illuminazione si affida all’ampia plafoniera a forma quadrata inserita nella parte inferiore del sottobasculante, coadiuvata sulla fiancata di destra dai due spot led a coronamento della porta di ingresso e dalla vicina colonna retroilluminata a fianco alla Tectower, mentre sulla sinistra sono disponibili uno spot a tetto e uno orientabile di lettura a collo di cigno.

Non mancano, poi, le possibilità di stivaggio: la parte superiore del divano a L, infatti, ospita due pensili. Il primo, anteriore, offre forme regolari (30,5x40x25,5 cm) ed è servito da un’anta piana da 44,5×27 cm, mentre il secondo, elegantemente bombato, introduce la vicina penisola del blocco cucina e sfrutta un’anta convessa da 44,5×50 cm per consentire l’accesso a uno stipetto da 41×40 cm la cui profondità utile varia tra un minimo di 25,5 a un massimo di 43 cm.

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Altri spazi di stivaggio sono poi disponibili nella parte inferiore: il divano frontemarcia, infatti, pur ospitando al proprio interno l’unità termica Truma Combi Diesel e il relativo FrostControl, dispone in ogni caso di uno spazio utile di 30x45x33 cm, dedicato a oggetti che non temono il calore e raggiungibile rimuovendo la seduta del divano stesso (91×63 cm). Il divanetto laterale destro, anche se parzialmente dedicato all’impianto elettrico, offre un vano utile da 31x64x33 cm raggiungibile sia superiormente, rimuovendo la seduta (65×47 cm), sia lateralmente dall’ingresso sfruttando un apposito sportellino da 33×20 cm.

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Proprio alle spalle del divanetto laterale i tecnici P.L.A. hanno scelto di collocare il mobile tv: estraibile elettricamente tramite un supporto Project2000 con vite senza fine, può ospitare uno schermo lcd da 19 pollici (vano 52x13x53 cm). Il pulsante di comando del mobile è inserito lateralmente al divanetto, mentre è da notare che per il suo dispiegamento si rende necessaria la rimozione del cuscino poggiatesta.

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Ancora vani di stivaggio sono disponibili sopra la porta di ingresso, con un utile stipetto vuota tasche a giorno da 29x18x37 cm ricavato a fianco al pannello di comando dell’impianto di riscaldamento, nella parte laterale del divano frontemarcia (11x50x20 cm) e a pavimento, all’interno del doppio fondo: una botola da 60×45 cm consente infatti di accedere a un vano pensato per contenere un cassettone in legno da 51x37x20 cm.

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I servizi

Posizionato centralmente alle spalle del living, il blocco cucina si caratterizza per una forma a goccia fluida e originale: con un ingombro longitudinale di 95 cm, trasversale di 96 e una profondità minima di 52 cm e offre un piano sagomato e rifinito in laminato antigraffio che riproduce la tramatura del sughero.

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Ospita, nella parte più larga, un lavello Dometic in acciaio inossidabile da 36 cm di diametro e 12 di profondità servito da una piletta di scarico inox maggiorata a 50 mm e da un elegante rubinetto mocomando in metallo cromato Helka con base retroilluminata a led blu.

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A fianco a questa, ecco il piano di lavoro (34×42 cm), mentre sulla sinistra è collocato il classico fornello Dometic in acciaio inossidabile (48×48 cm) completo di coperchio in cristallo temperato, tre erogatori da 6, 4 e 4 cm di diametro collocati tra loro a una distanza, misurata al centro, di 20, 23 e 30 cm e accensione piezoelettrica integrata.

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Il blocco cucina, completo di cristallo parafiamma a protezione della vicina parete della doccia e del classico coprilavello/tagliere in legno personalizzato con il logo P.L.A., può contare sull’aerazione fornita da una finestra Polyvision Aero da 65×30 cm, completa di unibloc oscurante plissettato/zanzariera, ben coadiuvata da una cappa aspirante Baraldi, completa di camino esterno, e da un utile oblò a tetto Fiamma Turbovent con ventilatore/estrattore mentre l’illuminazione abbina due spot a soffitto a due spot collocati all’interno del carter della cappa aspirante; un’ulteriore sorgente luminosa, con una elegante plafoniera Plexy a luce bianca e blu, è inserita nel corridoio antistante la cucina.

 

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Ampio e diversificato è lo stivaggio: la parte superiore offre infatti un pensile con anta convessa da 44,5×32,5 cm (vano interno 63×40 cm con profondità variabile tra un massimo di 43 e un minimo di 25,5 cm), e uno con anta piana (44×32,5 cm, vano utile 40x32x25,5 cm).

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Altri spazi sono disponibili nella parte inferiore: sotto al lavello, infatti, un’anta da 72×45,5 cm consente infatti di raggiungere tre stipetti, tutti completi di mensola anticaduta in metallo cromato, da 15/37×55 cm con altezze utili, rispettivamente, di 20, 23 e 18 cm. Sulla sinistra, invece, un’anta da 72×40 cm permette di raggiungere due cassetti (47x20x31 e 47x20x16 cm) e, sotto a questi, un ulteriore vano utile da 50x26x20 cm all’interno del quale sono collocati i rubinetti sezionatori dell’impianto gas.

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Opposta alla cucina, la colonna Tectower accoglie un frigorifero trivalente Dometic RMD 8505 da 165 litri completo di cella freezer separata, scelta automatica della fonte di alimentazione, illuminazione interna e tecnologia led per la segnalazione di eventuali malfunzionamenti e, nella parte superiore, il forno a gas Dometic.

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Non manca, nella parte inferiore, un ulteriore utile cassetto da 47x42x10 cm, mentre a pavimento, una botola da 60×45 cm consente di accedere a un vano pensato per contenere un cassettone in legno da 51x37x20 cm, identico a quello già illustrato nella zona living.

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Collocata tra blocco cucina e camera da letto posteriore, la toilette passante è organizzata in un locale bagno, sistemato lungo la fiancata destra, e una doccia indipendente sul lato opposto. L’intera zona posteriore dell’abitacolo è schermabile sfruttando la medesima porta della toilette, dotata di una doppia possibilità di battuta: misura 191×59 cm, è personalizzata da un elegante pannelli in metacrilato traslucido da 97×32/18 cm e consente di accedere al locale bagno.

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Questo, sviluppato in un ambiente di 74×90 cm, è piacevolmente arredato in legno e vede la presenza, sul lato sinistro, del wc a cassetta Dometic CTS4000 con tazza girevole in ceramica mentre sul lato opposto trova collocazione il mobile lavabo, caratterizzato da un acquaio in vetro da 30 cm di diametro e 15 di profondità completo di piletta di scarico inox da 30 mm e servito da un elegante rubinetto monocomando in metallo cromato.

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Il lavabo, situato a 90 cm da terra, è fornito di specchio a sviluppo verticale (76×29,5 cm) alla cui sommità sono collocati i due spot led di illuminazione.

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L’aerazione si affida alla combinazione tra una finestra Polyvision Aero da 45×45 cm, completa di lastra opacizzata per una maggiore privacy, e un oblò a tetto Fiamma da 28×28 cm inserito a coronamento della cupola superiore in vetroresina che sovrasta l’intera toilette e che è scenograficamente illuminata a led blu.

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Non mancano le possibilità di stivaggio: sopra al wc, infatti, sono presenti due pensili (ante da 41×38 cm, vani utili 36x36x10 cm), mentre a fianco allo specchio ecco due mensole a giorno da 29×12 cm.

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Altri vani sono poi disponibili nella parte inferiore del mobile lavabo, con un’anta concava da 57×30 cm che nasconde al proprio interno due stipetti da 13/47x44x30 e 13/47x44x24,5 cm. Non manca, sempre nella toilette, una comoda presa a 220V, adeguatamente protetta.

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Opposta al bagno, la doccia indipendente è interamente realizzata in vetroresina: collocata 10 cm più in alto rispetto al piano di calpestio del veicolo, è accessibile tramite una porta semicircolare in metacrilato (180×45 cm) e si sviluppa in un ambiente di 70x64x190 cm.

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Completa di piatto con piletta centrale da 30 mm e pedana nautica in legno, scalino/sedile in corrispondenza del passaruota, colonna attrezzata con tre tasche a giorno e mensola anticaduta, rubinetto miscelatore monocomando ed erogatore a telefono con supporto regolabile in altezza, è completa di cupola superiore in vetroresina retroilluminata a led blu e di aeratore cilindrico da 12 cm per lo smaltimento dei vapori prodotti durante l’utilizzo.

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Zone letto e armadi

Situata in coda al veicolo, la camera da letto del Brunelleschi MH 74 può contare sulla sempre più richiesta soluzione del matrimoniale centrale nautico: il letto offre una lunghezza di 185 cm mentre la larghezza è di 130 cm.

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Si tratta di un dato che riguarda esclusivamente l’esemplare oggetto di questo CamperOnTest: tutti i veicoli prodotti, infatti, adotteranno un letto da 140 cm di larghezza. Collocato su rete a doghe e completo di materasso in lattice da 13 cm di spessore, il letto è collocato su garage e beneficia di un sistema manuale di regolazione dell’altezza: in configurazione base, volendo conferire alla camera la massima comodità possibile, il letto si trova a 75 cm da terra e beneficia di un cielo utile di 120 cm, mentre qualora si intenda massimizzare la volumetria utile del vano di carico, i valori possono facilmente essere portati, rispettivamente, a 95 e 100 cm semplicemente agendo su un girabacchino dal garage (opzionale il sistema di movimentazione elettrica Project2000).

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Ben arredata, accogliente e confortevole, la camera padronale beneficia di testiera imbottita e di una vera e propria “culla” per il letto realizzata in ecopelle e che divide efficacemente lo stesso dal sottostante gavone/garage; l’aerazione si affida a due finestre simmetriche Polyvision Aero da 80×45 cm e a un maxioblò a tetto Dometic MidiHeki (disponibile anche a movimentazione elettrica), mentre il riscaldamento può contare su una bocchetta frontale, inserita ai piedi del letto, e su quella preposta a riscaldare il sottostante garage.

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Separabile dal resto dell’abitacolo sfruttando la già citata porta a doppio battente della toilette, la camera posteriore è ricca di vani di stivaggio: il Brunelleschi MH 74 offre, infatti, due pensili posteriori collocati centralmente sopra al letto (ante 65×33 cm, vani 63x26x23 cm), a fianco ai quali trovano collocazione i due armadi guardaroba, ognuno completo di anta da 88×38 cm e di un volume utile interno da 95x63x42 cm.

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Alla base di questi ecco i due classici comodini (ognuno da 44×56 cm), all’interno dei quali sono disponibili due pratici cassetti (29x42x9 cm), uno per parte.

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Al fine di facilitare la salita al letto, specie quanto questo è configurato nella massima altezza disponibile, i tecnici P.L.A. hanno dotato il veicolo di due pratici gradini inseriti lateralmente, lungo il letto: con un’altezza utile di 14 cm, possono essere facilmente sfruttati per lo stivaggio di scarpe o altri oggetti grazie al piano superiore incernierato (due vani utili, uno per parte, da 48x52x12 cm).

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Ai piedi del letto, poi, non manca un comodo e pratico cassettone estraibile (42x42x18 cm), mentre alla base ecco la già citata botola da 44×45 cm dedicata all’ispezione dei serbatoi dell’acqua potabile e del recupero.

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L’allestimento della camera da letto si completa, infine, con due comodi appendiabiti inseriti in apposite modanature in legno e collocati a ridosso delle pareti della doccia e della toilette.

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Altri due posti letto sempre pronti sono disponibili nella zona anteriore grazie al tradizionale letto basculante.

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Facile da approntare, previo naturalmente l’abbattimento degli schienali delle poltrone cabina, dotate di sistema di sblocco rapido, scende in pochi secondi offrendo una superficie utile di 188×135 cm.

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Il letto, completo di rete a doghe, materasso in lattice da 13 cm di spessore, tenda perimetrale di cortesia, tenda frontale di separazione e doppio spot led orientabile di lettura, scende fino a 122 cm dal pavimento, beneficia di un cielo utile, misurato al centro, di 80 cm mentre all’aerazione e all’illuminazione provvede, quando necessario, uno sky-view Plastoform da 65×42 cm, completo di oscurante plissettato e zanzariera nascosti all’interno dello stampo plastico che riveste l’intero cielo cabina.

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Continua

Disposizione interna e dislocazione impianti

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Dati tecnici

P.L.A. Bunelleschi MH 74
Dimensioni e posti
Tipologia Motorhome
Dimensioni 736x234x289
Posti omologati 4
Posti letto 4
Posti frontemarcia con
cintura di sicurezza
4
Autotelaio
Meccanica Fiat Ducato X290 35L (43H) scudato telaio ribassato Camping-Car Special
Passo 403,5 cm
Sbalzo anteriore 92,5 cm
Sbalzo posteriore 240 cm
Motorizzazione base 2.3 Multijet – 130 cv Euro 5+
Motorizzazioni opzionali 2.3 Multijet TGV – 148 cv Euro 5+
3.0 Multijet Power – 177 cv Euro 5+
Trazione anteriore
Accessori di serie ABS con EBD, ESC, alzacristalli elettrici in cabina, chiusura centralizzata, specchi retrovisori elettrici a doppia ottica e con sbrinamento, sospensioni posteriori maggiorate, poltrone Aguti con doppio bracciolo, cinture di sicurezza integrate e piastre girevoli, fari fendinebbia. Opzionale il Safety Pack comprensivo di: climatizzatore manuale, doppio airbag, cruise-control, Traction+, Hill-Descent-Control.
Massa complessiva a pieno
carico kg
Con Ducato 35 Light 3500 kg. Con Ducato 43 Heavy possibilità di scelta tra omologazione a 3650, 4250 o 4400 kg. (4400 Kg solo in presenza di motore 3.0 Multijet Power).
Massa dichiarata in ODM Versione 2.3 litri 130 cv kg 3158.
Portata utile kg 342
Scocca
Carrozzeria Monoscocca in vetroresina a doppio guscio coibentata con lastre di poliuretano da 30 mm e stratificazione sottovuoto per un totale di 35 mm, rivestimento interno in tessuto nautico imbottito da 3 mm, doppio pavimento da 23 cm racchiuso da un pianale inferiore con doppio rivestimento in vetroresina e interno in multistrato fenolico e da un pianale superiore da 40 mm realizzato con un doppio strato interno ed esterno in multistrato, coibentazione in polistirene e piano di calpestio in linoleum.
Spessori
pavimento/pareti/tetto mm
20+40/38/38
Garage Garage posteriore da 212×96 cm con altezza variabile tra 90 e 110 cm a seconda della configurazione del letto matrimoniale centrale. Vasca inferiore in alluminio mandorlato, longheroni di rinforzo imbullonati allo chassis Fiat. Due portelli di accesso esterni simmetrici (104×90 cm). Riscaldamento tramite una bocchetta, illuminazione interna a led, vano di stivaggio da 113x22x48 cm accessibile dal garage.
Porte e
finestre
Porta cellula Hartal con serratura di sicurezza a doppio aggancio, chiusura centralizzata, finestra fissa completa di oscurante plissettato, controstampo interno in abs, zanzariera scorrevole a pacchetto. Due gradini interni in vetroresina, un gradino esterno elettrico Project2000. Porta cabina Dometic con alzavetro elettrico, serratura di sicurezza a doppio aggancio e controstampo interno in abs, portelli di servizio di garage e vano gas Metallarte con telaio in alluminio, portelli di accesso al doppio pavimento monoblocco in vetroresina. Cinque finestre Polyplastic Polyvision Aero ultrapiatte con telaio in alluminio verniciato, cinque oblò a tetto tra cui uno sky-view Plastoform dedicato al basculante, un Dometic Heki3 a servizio del living, un Dometic MidiHeki in camera da letto, due Fiamma da 40×40 (Turbovent) e 28×28 dedicati a cucina e toilette.
Impiantistica
Gas Vano esterno per due bombole da 10 kg con fondo in laminato di vetroresina, ganci di fissaggio e riduttore di pressione GOK da 30mbar. Impianto con tubazioni in acciaio, due rubinetti sezionatori dedicati a Tectower e fornello.
Riscaldamento e boiler Riscaldamento e boiler Truma Combi Diesel CP Plus alimentata a gasolio inserita sotto la panca frontemarcia nel living. Canalizzazione perimetrale sviluppata internamente al veicolo, 6 bocchette.
Elettricità Batteria supplementare Zenith AGM da 85 Ah. Trasformatore e caricabatteria Nordelettronia NE 143P installato all’interno della cassapanca laterale destra. Pannello di comando digitale Nordelettronica con schermo LCD. Due prese a 220V, due a 12V. Illuminazione interna esclusivamente a led con controllo plurivie, tecnologia LinBus e telecomando. Luce in garage.
Acqua Serbatoi dell’acqua potabile e del recupero interni al doppio pavimento, entrambi da 120 litri, posizionati in prossimità dell’asse posteriore e accessibili tramite una botola interna. Impianto idrico con tubazioni in rilsan e retinate, innesti rapidi John Guest, pompa a pressostato Fiamma Aqua 8, rubinetti monocomando in metallo cromato, pilette scarico inox (maggiorata per cucina), tubazioni di scarico corrugate. Wc Dometic CTS4000 con tazza girevole in ceramica e serbatoio asportabile da 19 litri.
Prezzi e accessori
Prezzo base Euro 88.572
Prezzo esemplare provato

Comprensivo di:

  • Motorizzazione Fiat 2.3 Multijet II 148 cv (Euro 1.464)
  • Pack Safety (Euro 1.848)
  • Cerchi in lega da 16 pollici (Euro 549)
  • Forno a gas (Euro 512)
  • Maxi oblò elettrico su living (Euro 793)
  • Maxi oblò elettrico su camera da letto (Euro 366)

Totale veicolo in CamperOnTest Euro 94.104 (Con IVA, FF)

Continua

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Il nostro giudizio
Costruzione
Meccanica di base
Fiat Ducato 35L (43H in opzione) con telaio ribassato Camping-Car Special e carreggiata posteriore allargata.
Sicurezza
Di serie ABS con EDB e il pregevole controllo elettronico di stabilità ESC, mentre doppio Airbag, Traction+, Hill-Holder, Hill-Descent-Control e Cruise-control sono solo opzionali.
Volumetria e masse
Passo lungo ma sbalzo posteriore vicino al limite consentito.
Scocca e materiali
Monoscocca in vetroresina a doppio guscio con coibentazione in poliuretano e procedimento di solidarizzazione tra gli strati ottenuto tramite sotto vuoto.
Assemblaggio e rifiniture
Trattandosi di un prototipo, è comprensibile che alcuni dettagli possano essere facilmente migliorati.
Componentistica
Porte cellula e cabina Hartal e Dometic di qualità, finestre Polyvision Aero ultrapiatte con telaio in alluminio e unibloc oscuranti/zanzariera, portelli Metallarte con telaio in alluminio. Serrature dei portelli esterni non sempre in linea con la vocazione alto di gamma del veicolo.
Impianto idrico
L’impianto è sviluppato esclusivamente all’interno del veicolo, offre una buona autonomia con pari capacità per i serbatoi di carico e di scarico e ha spunti interessanti (su tutti la qualità dei rubinetti). Meriterebbe un voto più alto se non fosse per l’assenza dei sifoni antiodore e per l’adozione di una pompa dell’acqua di tipo un po’ economico.
Impianto elettrico
Il voto è una media tra alcuni aspetti assolutamente degni di nota, tra cui la modernissima illuminazione LinBus dimmerabile, con comando plurivie e telecomando, che posizionano il veicolo ai vertici della categoria, e il numero limitato di prese interne disponibili a 12 e 220V e l’assenza delle ormai diffusissime USB.
Gas
Il vano gas è davvero molto alto da terra e, almeno su questo primo prototipo, vanta una costruzione molto, forse troppo classica, con pareti laterali in legno e uno sportello di accesso esterno che permette il passaggio di una sola bombola.
Riscaldamento
La Truma Combi Diesel è estremamente potente e il fatto che attinga direttamente da un serbatoio del gasolio da 90 litri è una garanzia per ciò che concerne l’autonomia di carburante. Ottima la canalizzazione esclusivamente interna, anche se la potenza dell’unità termica e quella del relativo ventilatore autorizzerebbero la realizzazione di ulteriori (utili) bocchette per una distribuzione più omogenea del calore a bordo.
Mobilio e arredamento
Il mobilio è piacevole, personale e moderno e non manca di spunti interessanti sia per ciò che concerne lo stile, con una interessante penisola tra living e cucina, sia per gli accostamenti di vari materiali tra cui eccellenti inserti in cuoio per rifinire alcuni pensili e la parte superiore alla porta della cellula. Decisamente buona è la componentistica meccanica impiegata, con cerniere di tipo domestico a rientro assistito, ma su un veicolo che si posiziona nella fascia alta del mercato e che nasce per essere utilizzato in ogni stagione si sente la mancanza delle imprescindibili aerazioni anticondensa per pensili e cassapanche, fondamentali per massimizzare la circolazione del calore all’interno dell’abitacolo, e delle confortevoli pareti anticondensa per la zona living.
Cuscini, materassi e tappezzeria
Gli eccellenti rivestimenti interni in vera pelle sono proposti di serie e, obiettivamente, meritano il massimo dei voti. Discorso identico per i materassi della camera da letto e del basculante, veramente eccellenti.
In viaggio
Facilità di guida
La particolare forma del frontale, l’inclinazione piuttosto marcata del parabrezza e il suo posizionamento rispetto alla postazione di guida obbligano, almeno all’inizio, a un po’ di prudenza e necessaria cautela. Gli specchi retrovisori ampi aiutano e parecchio, anche se quello di destra patisce un po’ la serigrafia nera del cristallo laterale che ne cela la porzione superiore. Detto ciò, il nuovo Brunelleschi si guida senza problemi, con una confortante tenuta di strada garantita dalla carreggiata posteriore allargata e dai cerchi maggiorati a 16 pollici, anche se non bisogna mai scordare lo sbalzo posteriore, piuttosto accentuato.
Comodità dei posti a sedere
Poltrone anteriori Aguti con braccioli, fodere coordinate e cinture di sicurezza integrate comode ed ergonomiche. Più tradizionali le sedute del divano frontemarcia, pur completo di poggiatesta e cinture di sicurezza.
Panoramicità
Buona per chi viaggia in cabina di guida, prevalentemente sull’anteriore e sul lato sinistro per chi viaggia nell’abitacolo.
Climatizzazione
Il clima cabina è inserito nell’opzionale Pack Safety che include alcuni importanti sistemi di sicurezza attiva e passiva e che meriterebbe di essere proposto di serie. In inverno, la potente Truma Combi Diesel può essere utilizzata senza problemi anche in marcia.
In sosta
Living
Living anteriore non immenso ma conviviale, ben allestito e comodo per cinque persone. Tavolo traslabile abbastanza ampio ben sfruttabile ma non ampliabile. Aerazione e illuminazione corrette.
Letti
Le due “camere da letto” sono curate e ben allestite e offrono tutto ciò che serve: meriterebbero un voto anche maggiore se potessero offrire, entrambe, qualche centimetro in più a disposizione delle superfici dei letti, con lunghezze non tra le più abbondanti.
In cucina
Il forno a gas inserito nella Tectower è opzionale e, su un veicolo di questo livello, meriterebbe di essere proposto di serie. Detto questo, il blocco cucina è originale, ben sfruttabile, offre una buona illuminazione e un’aerazione perfetta. A livello di stivaggio gli spazi non mancano, anche se la presenza del vano gas all’interno della penisola un po’ si fa sentire.
Toilette
E’ arredata con cura, è ben aerata e offre diverse possiblità di stivaggio: l’unico appunto risiede nel posizionamento delle mensole collocate al di sopra del mobile lavabo, accanto allo specchio, che finiscono per interferire con il normale utilizzo dell’acquaio.
Doccia
Indipendente, è interamente realizzata in vetroresina, offre dimensioni corrette e non patisce più di tanto la presenza del parafango posteriore sinistro. Dotazione più che buona di vani di stivaggio, migliorabile l’illuminazione che, almeno sull’esemplare provato, è più improntata alla scenografia che alla praticità.
Disimpegni e circolazione nell’abitacolo
Fatto salvo il gradino di 14 cm che separa cabina e abitacolo, e che scendono a 7 nel caso di telaio AL-KO AMC, la circolazione all’interno del veicolo è più che convincente. Merito, senza dubbio, delle forme adottate dal blocco cucina e dal living, fluide e accattivanti, che creano un funzionale corridoio centrale. Ottima la complanarità interna di tutto il pavimento della cellula abitativa.
Capacità di stivaggio
La presenza del doppio pavimento passante andrebbe sfruttata meglio, spostando impianto di riscaldamento e impianto elettrico nel doppiofondo e andando a liberare due preziosissime e utili cassapanche anteriori, decisamente più comode da sfruttare per lo stivaggio rispetto ai vani a pozzetto a pavimento. Decisamente diversa la situazione nella camera da letto posteriore, davvero ricca di cassetti, cassettoni, stipetti e armadi guardaroba.
Gavoni e garage
Il garage posteriore è piuttosto regolare anche se l’altezza massima non è tra le più elevate: decisamente buona l’accessibiità esterna, con due portelli simmetrici, meno convincenti la scelta di optare per una vasca inferiore in alluminio mandorlato (non coibentata) e l’assenza degli utilissimi ganci di fissaggio per il carico.
Gestione del veicolo
Capacità di carico e portata utile
I 3158 kg in ordine di marcia lasciano, rispetto all’omologazione a 3,5 tonnellate e guida con la normale patente B un carico utile di 342 kg: sufficienti nel caso di utilizzo da parte di una coppia (a parte di non esagerare con gli accessori). Se si prevede di utilizzare il veicolo al massimo delle possibilità e viaggi a lungo raggio, meglio optare per la patente C e per la meccanica di base Ducato 43H che autorizza una massa complessiva fino a 4400 kg aumentando, e di molto, i margini di carico.
Autonomia
L’autonomia idrica è nella media: 120 litri per entrambi i serbatoi, sia di carico sia di recupero. Gli spazi per implementarla, comunque, non mancano. Ottima l’illuminazione a led, efficiente, scenografica e parca nei consumi, mentre la scelta di riscaldare il veicolo a gasolio e senza alcuna tratta esterna porta enormi vantaggi nella distribuzione del calore, evitandone dispersioni all’esterno e riducendo i consumi. Attenzione, soltanto, ai maggiori consumi elettrici dati dall’impianto di riscaldamento Diesel.
Facilità di manutenzione
La parte anteriore della calandra, quella contraddistinta dalle tre griglie di aerazione e dal portatarga, è facilmente smontabile e consente di accedere senza grandi problemi al radiatore. Il discorso cambia sensibilmente per il propulsore, perchè la larghezza utile all’interno del cofano motore è limitata e lo spostamento di alcuni elementi avvenuta con l’avvento del nuovo Ducato X290 (tra cui lavavetri e liquido di raffreddamento), raggruppati in fondo a destra, non aiutano di certo. Raggiungibilità dell’impiantistica nella media della tipologia.
Rapporto prezzo/prestazioni
Veicolo monoscocca in vetroresina, il nuovo Brunelleschi è una voce fuori dal coro nel combattutissimo mercato dei veicoli di alta gamma: particolare nella linea degli esterni così come nel design degli interni, propone peculiarità interessanti che strizzano l’occhio ai cultori dei sempre più rari veicoli con carrozzeria monoblocco. Il prezzo di un esemplare completo degli accessori basilari e di una meccanica di base adeguata si situa molto vicino alla barra psicologica dei 100.000 Euro, specie se si decide di optare per il telaio AL-KO AMC, vero e proprio must dei veicoli di questa fascia per la propria capacità di unire leggerezza, robustezza e comportamento dinamico degno di una berlina sportiva.

Legenda

Inadeguato
Da migliorare
Adeguato alla classe di costo
Buono, assicura fruibilità e soddisfazione agli utilizzatori
Eccellente, difficile trovare di meglio

Le valutazioni sono il risultato dell’analisi del veicolo fatta nel momento del test, alla luce delle informazioni disponibili sulle dotazioni di serie, e di quanto il mercato offre nello stesso momento e per la fascia di prezzo riferita al veicolo sotto esame.

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Ci ha particolarmente convinto…

La carrozzeria monoscocca in vetroresina è una delle peculiarità dell’allestimento e, storicamente, uno dei sistemi più collaudati nel realizzare una carrozzeria integrale: quella che equipaggia il nuovo Brunelleschi non fa eccezione e si fa portatrice di una interessante tipologia di costruzione che, grazie al procedimento sottovuoto, garantisce una perfetta aderenza tra guscio esterno, isolante e guscio interno con evidenti vantaggi per ciò che concerne robustezza e coibentazione. Il giroscocca in vetroresina, con la fibra di vetro utilizzata anche per il rivestimento esterno del pavimento inferiore, e la presenza delle bandelle laterali integrate nel monoblocco della carrozzeria garantiscono inoltre massima durata e resistenza nel tempo. Molto ben realizzati sono poi diversi manufatti impiegati all’interno del veicolo e realizzati sempre in fibra di vetro: tra questi le calate di raccordo tra cabina di guida e chassis Fiat, il box doccia e le cupole superiori di doccia e toilette.

Il garage posteriore è piuttosto ampio e regolare, facile da sfruttare e ben accessibile grazie ai due portelli laterali simmetrici.

Il design del mobilio interno è piacevole, moderno e personale: davvero riuscite sono le forme dei pensili della zona living/cuscina, con un accenno di penisola ben delineata da pensili con ante concave la cui forma si sposa bene con quella del blocco cucina: questo, in particolare, è comodo, originale e ben realizzato, offre adeguati spazi per lo stivaggio (pur dovendo ospitare, nella parte posteriore, l’ingombrante vano per le bombole del gas), ed è completo di tutto ciò che serve, dal maxi frigo al forno a gas (quest’ultimo opzionale), dal classico lavello con rubinetto elegante e scenografico al piano cottura a tre fuochi senza dimenticare un utile piano di lavoro e un’aerazione pressoché perfetta grazie all’abbinamento tra finestra, oblò e cappa aspirante. Il living anteriore, seppure non immenso, è accogliente e conviviale, luminoso e ben congegnato anche se un sistema di ampliamento per il piano del tavolo ne aumenterebbe sensibilmente la facilità di fruizione con equipaggio al completo.

La doccia indipendente, interamente stampata in vetroresina, è ben realizzata, offre un allestimento corretto e può accogliere senza grandi problemi anche persone di corporatura robusta. Funzionale è poi la possibilità di separare la zona notte posteriore tramite la classica porta della toilette, completa di doppia possibilità di battuta. Questo locale, in particolare, offre un’aerazione molto curata, con abbinamento tra oblò a tetto e finestra opacizzata.

Altrettanto ben realizzata, la camera da letto patisce un po’ le dimensioni non particolarmente abbondanti del letto: decisamente convincente è la separazione con il garage, con una culla in ecopelle bella e funzionale che si muove, insieme alla testata posteriore, durante la regolazione dell’altezza. Molto curata, nella camera da letto, sono l’illuminazione e l’aerazione, con gran numero di spot (fissi e orientabili), due finestre simmetriche e un maxi-oblò a tetto, mentre sono abbondanti e convincenti gli spazi di stivaggio, con due pensili, due armadi guardaroba, due cassetti, due vani a pavimento e un cassettone centrale sotto al letto capienti, regolari e facili da sfruttare. Di ottimo livello è anche, obiettivamente, il letto basculante anteriore, anche se, proprio come il letto centrale posteriore, patisce un po’ le dimensioni non proprio abbondanti della superficie utile.

Le sellerie interne, proposte di serie con rivestimenti in pelle, sono belle, comode e molto eleganti: di ottimo livello sono, inoltre, i materassi dei letti sempre pronti, con spessori che per il basculante anteriore sono anche superiori alla media.

La scelta di optare per il riscaldamento Truma Combi Diesel, alimentata, come facile intuire, a gasolio, in abbinamento al serbatoio del combustibile da 90 litri, consente al Brunelleschi di offrire una considerevole autonomia: l’unità termica, potente e rapida nel riscaldare, beneficia poi di una canalizzazione completamente interna e che, di conseguenza, evita inutili dispersioni di calore nelle tratte comprese tra le varie bocchette.

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Riteniamo migliorabile…

Il Brunelleschi MH 74 oggetto di questo CamperOnTest è, a tutti gli effetti,  un prototipo: si tratta, infatti, del primo esemplare uscito dalle linee di montaggio, e presenta alcune non conformità rispetto ai veicoli che comporranno l’offerta integrale di casa P.L.A.. Per questo motivo, alcune delle tematiche evidenziate qui di seguito potrebbero riguardare esclusivamente l’esemplare testato.

A livello estetico, si nota una certa disparità tra le fiancate destra e sinistra: in particolare, le bandelle sul lato sinistro presentano una marcata scalfatura superiore che non è prevista sul lato opposto, più fluido e lineare. Allo stesso modo, in cabina di guida, la finestratura lato sinistro opta per un profilo lineare e parallelo alla linea delle bandelle, in modo da integrare correttamente il triangolo anteriore rispetto al cristallo della porta cabina, mentre sul lato destro il cristallo a vetrocamera ha forme leggermente differenti, più morbide.

La costruzione del doppio pavimento, con lato inferiore da 20 mm e lato superiore da ben 40, se da un lato è pensata per fornire il massimo sostegno alla monoscocca, dall’altro finisce inevitabilmente per limitare e molto quella diffusione del calore dal doppiofondo verso l’abitacolo che rappresenta uno dei grandi vantaggi dei veicoli con doppio pavimento. Inoltre, un piano di calpestio più sottile aumenterebbe la facilità di manipolazione delle varie botole interne a pavimento.

La scelta di adottare il doppio pavimento è, senza dubbio, un notevole plus: questa caratteristica, però, andrebbe sfruttata meglio, a partire dal garage posteriore, che come fondo utilizza una culla in alluminio mandorlato ben sostenuta da appositi longheroni inferiori di rinforzo ma priva di coibentazione. Un fattore, questo, che nel caso di utilizzo del veicolo in presenza di temperature rigide finisce con l’andare inevitabilmente a creare condensa sul pavimento del garage: vista la presenza del doppio fondo, sarebbe auspicabile la prosecuzione del pavimento inferiore del veicolo anche sotto alla vasca del garage, in modo da consentire a questa di essere inserita in un ambiente adeguatamente coibentato. Sempre a livello del garage, i portelli laterali di accesso hanno un’altezza limitata a 104 cm, aspetto questo che rischia di non permettere a fondo lo sfruttamento in altezza del vano di carico nel caso si intendano trasportare oggetti particolarmente ingombranti o il classico scooter. Data la collocazione alto di gamma del veicolo, inoltre, sarebbe auspicabile la dotazione nel garage di ganci di fissaggio del carico, del classico foro di scolo e di prese a 12 e a 220V, mentre per ciò che concerne il vano di stivaggio racchiuso da una apposita anta, l’assenza di un qualsiasi sistema di ritenuta non ne facilita lo sfruttamento.

Il vano per le bombole del gas è decisamente alto da terra (99 cm) e il portello di accesso utilizzabile per il carico delle bombole presenta uno sviluppo in larghezza piuttosto limitato.

Migliorabile l’accesso agli organi meccanici, con la particolare forma del varco verso il propulsore che rende molto difficile raggiungere i serbatoi del liquido lavavetri e del circuito di raffreddamento del motore, collocati nella parte interna destra del vano propulsore.

In cabina di guida, la qualità delle plastiche che compongono il sovracruscotto e le calate laterali e i relativi sistemi di assemblaggio meritano sicuramente una maggiore attenzione. Questo vale sia per i carter superiori, mantenuti in sede da un gran numero di viti a vista, sia per quelli verticali, con spazi che potrebbero essere sfruttati meglio offrendo, magari, un ulteriore mobiletto capace di ospitare anche un monitor per la retrocamera e da fungere da pratico vuotatasche. Evidentemente imputabile alla natura prototipale del veicolo l’assenza delle alette parasole e degli oscuranti dedicati a parabrezza e cristalli laterali che P.L.A. verosimilmente fornirà nella produzione di serie. Ancora in questo ambiente, la scelta di proporre il sovracruscotto in una colorazione beige, fa sì che questo, in caso di sole battente, finisca con il produrre un fastidioso riflesso proprio sul parabrezza: si tratta di una soluzione limitata ai primissimi prototipi e che è già stata prontamente modificata.

Ancora migliorabile è l’integrazione tra le colorazioni dei carter interni della cabina di guida, beige, e quelli della porta della cabina, bianco ghiaccio, mentre nel sottobasculante si avverte la mancanza spot di lettura individuali utilizzabili anche in viaggio in aggiunta alla classica e plafoniera centrale, pensata nell’ottica dell’utilizzo in sosta.

La scelta di non realizzare due ambienti complanari, con cabina e abitacolo separati da 14 cm, non facilita il passaggio tra questi due ambienti: un discorso che vale soprattutto in sosta, con i commensali che utilizzano le poltrone girevoli anteriori che siedono inevitabilmente più in basso rispetto a chi siede nei divani posteriori. Inoltre, l’organizzazione degli spazi per ciò che concerne il soggiorno potrebbe essere migliorata: a livello funzionale, la collocazione alle spalle del divanetto laterale destro del vano tv non consente l’installazione di una comodissima finestra laterale (molto utile in manovra e durante le immissioni), e, al contempo, fa sì che la televisione non possa essere utilizzata in caso di letto basculante abbassato. In più, data la presenza del doppio pavimento passante e la conseguente ampia volumetria utile a disposizione (anche in altezza), la corposa unità termica della Truma Combi Diesel e la totalità dell’impiantistica elettrica potrebbero esssere tranquillamente installate nel doppio fondo andando in questo modo a liberare spazi di stivaggio preziosissimi all’interno dell’abitacolo e di isolare meglio, dal punto di vista termico e sonoro, la possente caldaia tedesca che, quando spinta a massimo regime, tende a far sentire un po’ troppo la propria voce all’interno del veicolo. Sempre a livello di impiantistica, almeno sul prototipo oggetto di questo CamperOnTest appaiono facilmente migliorabili le dotazioni interne di prese elettriche, con appena due sorgenti a 12V, due a 220V e nessuna USB presenti all’interno dell’abitacolo. In più, per ciò che concerne l’impianto idrico, l’assenza di sifoni antiodore per le utenze di cucina e toilette stona con la vocazione alto di gamma del veicolo.

Il mobilio, originale, personale e molto caloroso nelle essenze e negli abbinamenti, non prevede però la presenza delle indispensabili paretine anticondensa (dedicate al living e ai letti sempre pronti) e aerazioni anticondensa per pensili e cassapanche.

La toilette vanta uno sviluppo piuttosto contenuto ma è comunque ben arredata e ricca di possibilità di stivaggio: un po’ troppo invadente, invece, si rivela la composizione della parete laterale che sovrasta il mobile lavabo, con le mensole a giorno che sono comode ma molto prominenti e che finiscono per rappresentare un ostacolo al normale utilizzo dell’acquaio stesso.

La camera da letto posteriore è ben arredata, ma il letto meriterebbe di poter disporre sia di una rete a doghe vera e propria, sia di qualche centimetro in più, soprattutto in lunghezza. Un discorso, questo, che vale anche per il letto basculante, ben allestito ma anche in questo caso non tra i più ampi della categoria.

Un ultimo accenno riguarda la dotazione di serie: la meccanica di base è pregevolmente fornita con ABS, EBD e con l’utilissimo ESC, il controllo elettronico di stabilità: tuttavia, diversi complementi tra cui doppio airbag, l’indispensabile climatizzatore, gli utili cruise-control, Hill-Holder e Traction+ con Hill-Descent-Control sono proposti solo come optional.

Continua

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In conclusione

Ci vuole coraggio. Coraggio nell’uscire dagli schemi, dalle linee, dalle forme, dai concetti usuali e provare a percorrere strade nuove e spesso ignote. A mettersi in gioco, a scommettere sulle proprie capacità, sulla propria voglia di crescere, sapendo che si migliora e si evolve provando, testando e riprovando. Ci vuole coraggio nel fare tutto ciò e nel sottoporre subito il primissimo frutto di un lavoro, nel caso specifico il primo prototipo, a una prova estremamente severa e approfondita come un CamperOnTest, non limitandosi a un’analisi statica ma correndo su e giù per l’Italia, percorrendo ogni tipologia di strada per verificare dal comportamento dinamico alla silenziosità, dall’efficacia dell’impianto di riscaldamento alla maneggevolezza nell’impossibile traffico cittadino. Per capire cosa va bene e cosa sia da migliorare, cosa sia da confermare e cosa possa essere limato nello stile, nella sostanza o nella tecnica. Ci vogliono coraggio, consapevolezza, determinazione, umiltà e ambizione, il tutto in ordine sparso, perché nessuna sia preponderante, ma tutte sono fondamentali. Nella storia di un’azienda giovane come quella fondata meno di cinque anni fa da Pier Luigi Alinari c’è tutto questo. E si ritrova tutto questo nel nuovo Brunelleschi, il primo motorhome targato P.L.A..: disegnato da Alinari in persona, pensato non come un’unità aliena rispetto agli altri veicoli del catalogo ma come la massima espressione dello stile e delle attuali capacità del marchio, il nuovo arrivato è il frutto di una tra le sfide più interessanti oggi presenti sul mercato, quella di andare a disegnare un veicolo unico per linea e costruzione, forte e distintivo nel carattere, pensato per essere immediatamente riconoscibile e identificabile sia all’interno che all’esterno. Un veicolo particolare, che si richiama evidentemente, a livello di design generale, al family feeling degli altri veicoli P.L.A., che può piacere, e tanto, a prima vista o può non piacere affatto, ma che difficilmente è destinato a lasciare indifferenti. Perché è unico nello stile, con quelle forme marcatamente tondeggianti vero emblema del marchio toscano, nella costruzione, con una monoscocca in vetroresina moderna nella concezione e nella realizzazione, e perché è pensato per andare a scontrarsi esattamente nella fascia di mercato in cui tante proposte sembrano assomigliarsi, quell’alto di gamma ricchissimo di veicoli ma molto meno ricco di voci fuori dal coro. Ecco, il nuovo Brunelleschi è una coraggiosa voce fuori dal coro. L’MH 74 che abbiamo avuto modo di provare per oltre 1.000 km è a tutti gli effetti un prototipo: è, infatti, il primo esemplare prodotto. Il numero uno, o, meglio, il numero zero. A questo si possono imputare alcune delle lacune riscontrate nel corso del nostro approfondito esame. Serve coraggio per affrontare una prova di questo tipo. Servono, ancora una volta, umiltà, determinazione e ambizione. Perché nessun progetto nasce perfetto, tantomeno quello di un prodotto complesso e composto da migliaia di componenti come un camper, ma la differenza è data, sempre, dalla volontà e dalla capacità di affinare il prodotto, dettaglio dopo dettaglio.

Riferimenti e contatti del costruttore

P.L.A. S.p.A.
Zona industriale Loc. Pian dell’Olmino 41 – 53034 Colle Val d’Elsa – Siena
Tel. 0577 90 40 23 – E-mail: info@placamper.it
www.placamper.it

Galleria fotografica

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Si ringrazia per la gentile collaborazione:

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