November 15, 2019

Olanda-Diga

Ha rivoluzionato la geografia della regione, mettendo fine alle distruzioni causate dalle tempeste del Mare del Nord: è la Afsluittdijk, la grande Diga del Nord.

Lo si può considerare come un vero e proprio patto tra l’uomo e il mare: la costruzione di una diga lunga più di 30 km, edificata in cinque anni, dal 1927 al 1932, per proteggere l’entroterra dalle inondazioni causate dalle tempeste del Mare del Nord, consentendo la creazione di nuovi polder, è una vera e propria opera titanica. Un vero e proprio monumento alla caparbietà di un popolo, realizzato dopo tre secoli di studi e di iniziative ma che, dopo appena otto anni dal proprio completamento, ha rischiato di essere distrutto dagli aspri combattimenti della Seconda Guerra Mondiale.

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Dove si trova

La Afsluitdijk collega Den Oever a Cornverd: lunga 32 km, larga 90 metri e con un’altezza di 7.25 metri sul livello del mare, la diga è percorsa dall’autostrada A7-E22 e, naturalmente, dalle immancabili piste ciclabili.

La storia

Il fiume IJssel defluiva anticamente in un insieme di laghetti. Ingrandendosi progressivamente, questi formarono un vasto lago chiamato Flevo in epoca romana e Almeri o Almari nel Medioevo. Nel 1287, un maremoto distrusse una parte della costa settentrionale e allargò gli sbocchi del lago: il mare in base le regioni pianeggianti che circondavano l’Almeri, trasformandolo in un largo golfo aperto sul Mare del Nord. Il nome Zuiderzee (Mare del Sud) sarebbe invece stato coniato dai Danesi.

Dal XIII al XVI secolo si svilupparono sulla costa alcuni porti mercantili come Staveren, Kampen e Handervijk, affiliati alla Lega Anseatica, l’associazione delle città dell’Europa settentrionale che avevano il monopolio del commercio con le regioni del nord. Tra il XVII e il XVIII secolo, alcune città come Amsterdam, Hoorn, Medemblik ed Enkhuizen si ricchi erano grazie al commercio con l’Oriente.

L’idea di chiudere lo Zuiderzee con una diga risale al 1667: in un’opera pubblicata in quell’anno, Henri Stevin proponeva tale soluzione per lottare contro le distruzioni causate dalle tempeste del mare del Nord. Nel 1825, una violenta mareggiata devastò le coste dello Zuiderzee. Nel 1891 l’ingegnere Lely (1854-1929) presentò un progetto di una diga che fu adottato dal Parlamento solo nel 1918, dopo le terribili inondazioni del 1916.

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Il progetto aveva tre obiettivi: porre fine alle inondazioni che minacciavano le rive dello Zuiderzee con la costruzione di una diga; costituire una riserva di acqua dolce ponendo un freno alla sanità crescente delle terre e, con la creazione di polder, ottenere 225.000 ettari di terre fertili. I lavori di bonifica dell’IJsselmeer cominciarono nel 1919: nel 1924 fu terminata la piccola diga di Amsteldiep che collegava l’isola di Wieringen al continente.

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Il Wieringmeerpolder, che si estende su 20.000 ha tra Medenblik e l’antica isola di Wieringen, in un antico golfo dello Zuiderzee, fu prosciugato tra il 1927 e il 1930 (duranti lavori vennero pompati 700 milioni di metri cubi d’acqua). Subito dopo il ritiro delle acque, il polder si presentò come una superficie di fango argilloso. Nel 1945, due settimane prima della resa, i Tedeschi fecero saltare la diga del Wieringmeerpolder, inondandolo. L’acqua, precipitandosi con violenza attraverso due brecce, scavò due crateri da oltre 30 m di profondità. Queste voragini non poterono essere colmate e la diga dovrebbe essere deviata: si tratta della località chiamata De Gaper. Fugato nuovamente e rimesso in sesto, il polder costituisce una fiorente ragione agricola.

La diga di chiusura fu iniziata nel 1927 tra la costa frisone e l’antica isola di Wieringen grazie a un’isola artificiale, Breezand, creata tra i due punti. Con l’argilla estratta dal fondo dello Zuiderzee, venne creata una diga contro la quale fu scaricata la sabbia raccolta sul posto con il pompaggio; la sabbia venne rivestita con uno strato di argilla. All’avanzamento dei lavori causava, con il restringersi dei varchi, un aumento della violenza della corrente: la chiusura degli ultimi strati fu dunque ultimata tra grandissime difficoltà. La diga del Nord fu terminata il 28 maggio 1932. Lunga 30 chilometri e larga 90 m, a livello del mare domina l’IJsselmeer da oltre 7 m di altezza.

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Dopo la costruzione della diga, venne intrapresa la creazione del secondo polder dell’ijsselmeer, il Noordostpolder, e dei due polder del Flevoland. Il progetto che prevedeva la creazione dell’ultimo polder, il Maròerwaard, è stato abbandonato. E’ stata realizzata solo la parte settentrionale della diga perimetrale che collega Enkhuizen a Lelystad.

Cosa vedere

Opera importantissima, la diga è, ovviamente, dedicata all’ingegnere Lely: la sua statua, infatti, si erge sul lato di Den Oever. Lo sbarramento comporta, verso il mare, un frangifluitti che protegge una pista ciclabile e l’autostrada A7; dal lato dell’IJsselmeer, i pescatori dispongono le nasse sul fondo del lago, ai piedi della diga, soprattutto per la pesca dell’anguilla.

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Imponenti e fondamentali, le Stevinsluiten, che portano il nome dell’ingegner Henri Stevin, formano un primo gruppo di chiuse che permettono il passaggio delle imbarcazioni e che servono anche a bilanciare i livelli delle acque: nello stesso punto in cui, nel 1932, i due cantieri di costruzione della diga si incontrarono, chiudendo di fatto lo sbarramento, si innalza oggi una torre che porta la scritta “Un popolo che vive e costruisce il proprio avvenire”. Dall’alto del monumento, si gode un bel panorama sul Waddenzee e sull’IJsselmeer. Un ponticello per i pedoni attraversa la strada non lontano di questo edificio, in prossimità dell’unica area di sosta presente lungo la diga.

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La diga può essere tranquillamente percorsa con il camper (magari facendo attenzione alle eventuali raffiche di vento laterale, non proprio infrequenti), mentre i più allenati potranno percorrerla interamente o in parte in bicicletta. Oltre alla tappa d’obbligo al cospetto della statua di Lely, si consiglia di visitare le chiuse Stevinsluiten, opera di ingegneria di altissimo livello realizzata ormai più di 80 anni fa. Olanda-Afsluitdijk-010

Nei presi delle Lorentzsluiten si trova poi il Kazemattenmuseum Kornwerderzand: alcuni dei 17 bunker della Seconda Guerra Mondiale sono stati restaurati e riportati al loro aspetto originale del 1940 e ripercorrono la storia dei luoghi dal 1932, anno di completamento della diga, al 1940, con l’aggressione tedesca, la resistenza e la liberazione, fino alla guerra fredda. Circa 4 km più a nord, la Afsluitdijk raggiunge la costa est dell’IJsselmeer ed entra, così, nella provincia di Frisia.

Dove sostare

Nei pressi della Afsluitdijk le possibilità di sosta per i camper sono davvero numerose, con aree sosta attrezzate di tutto punto distribuite sui due versanti. La più vicina e comoda per una escursione in bicicletta sullo sbarramento è sicuramente quella di Den Oever (GPS 52.93438N, 5.03995E), sul mare e in posizione panoramica. A breve distanza da questa, l’area camper di Slottdorp (GPS 52.85622N, 5.01007E) può essere una buona alternativa specie durante l’alta stagione, quando i veicoli ricreazionali in giro sono davvero numerosi. Altra allettante possibilità, specie per chi poi ha tempo di scoprire la meravigliosa isola di Texel, è rappresentata dall’area sosta camper di Den Helder (GPS 52.96246N, 4.77038E).

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Una volta oltrepassata la diga, la costa della Frisia mette a disposizione un comodissimo parcheggio camper a Zurich (GPS 53.1123N, 5.3931E), scenografico, in pieno centro abitato e collocato lungo la diga ma piuttosto piccolo (solo 3 posti), o l’altrettanto piccola area attrezzata di Makkum (GPS 53.05314N, 5.40326E), completa di servizi. Non mancano, naturalmente, poi le occasioni di sosta temporanea lungo la diga, utili per scattare qualche foto e godere del panorama sullo Zuiderzee.

 

Il viaggio in video

Fotogallery

In sella

In Olanda la bicicletta rappresenta, sempre, un prezioso alleato: ciò vale per le città così come per la costa, interamente percorsa da scenografiche e curatissime piste ciclabili. I percorsi dedicati alle due ruote non mancano davvero e comprendono, naturalmente, anche la Afsluitdijk, la grande diga del Nord: i più allenati potranno cimentarvisi, tenendo presente oltre alla lunghezza del tragitto (34 km in ciascun senso, per un totale di poco meno di 70 km tra andata e ritorno se la si percorre tutta), anche il vento che, spesso, è presente anche con forza tale da maggiorare, e di molto, lo sforzo necessario.

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Altrettanto interessante è la possibilità di creare un vero e proprio anello (della lunghezza e difficoltà desiderata) per visitare on the road questa parte di penisola, scoprendo così dighe, campagna e borghi semplici ma pittoreschi e, magari, rimanere un poco più protetti dal vento, elemento che spesso finisce per fare la differenza.

La prossima tappa

Salutata la grande diga si punta dritti verso uno dei più tipici e conosciuti villaggi olandesi, la splendida Giethoorn, la Venezia d’Olanda, situata a poco meno di 100 km da Den Oever.

Link, indirizzi e recapiti utili

 

 

Michel

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