June 24, 2019

Olanda-Kinderdijk

Patrimonio mondiale dell’Unesco, Kinderdijk è, a pieno titolo, una delle località olandesi più note e visitate, grazie a 19 mulini a vento, molti dei quali funzionanti.

I suoi 19 mulini a vento sono famosissimi, tanto da essere diventati, negli anni, una solida e conosciuta rappresentazione di un paese quanto mai colorato e tutto da scoprire: inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 1997, i mulini di Kinderdijk sono l’emblema di un paese che, da secolo, ha imparato a lottare con l’acqua, a gestire una convivenza difficile e a strappare territori al mare, sfruttando, nelle diverse epoche, tutte le tecnologie disponibili e, spesso, sviluppandone di nuove. Una località unica, da visitare con calma e sfruttando al massimo un altro dei simboli spesso associati all’Olanda, la bicicletta.

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Dove si trova

Kinderdijk si trova a circa 15 km da Rotterdam: parte integrante del comune di Molenwaard, questa località è situata nel bassopiano dell’Alblasserwaard alla confluenza dei fiumi Lek e Noord. Proprio per far defluire l’acqua dal polder, fu costruito un complesso di 19 mulini a vento: il nome “Kinderdijk”, in olandese letteralmente “Diga dei bambini”, si deve invece alla leggenda secondo la quale durante l’alluvione di Santa Elisabetta del 1421, la più disastrosa mai avvenuta in Olanda, una culla con un bimbo e un gatto, trasportata dalle acque andò a depositarsi sulla diga.

La storia

La storia di Kinderdijk è strettamente legata a quella del proprio territorio: priva di rilievi, l’Olanda ha dovuto lottare duramente contro contro le maree e contro l’innalzamento del livello dei fiumi. Per limitare il problema, fu progettato un complesso sistema di canali e dighe che, nel tempo, formarono i polder, terre letteralmente strappate al mare e alle paludi costiere, rese abitabili e coltivabili. Kinderdijk, in particolare, si trova presso il polder Alblasserwaard.

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Dopo l’anno Mille, iniziarono i lavori di costruzione delle prime dighe: l’intento, naturalmente, era quello di regolare la portata delle acque e di prosciugare le terre. Più tardi, nel XIII secolo, le acque intorno a Kinderdijk furono convogliate nel fiume Lek e si formò così una piana torbida, più bassa dell’Alblasserwaard. Nel tempo, le innovazioni tecnologiche e l’affinamento delle conoscenze permisero di migliorare il sistema delle chiuse, ma si rese sempre più necessario trovare un sistema per mantenere quanto più cosstante il livello dei fiumi: ecco che, allora, a partire dal 1738, iniziò la costruzione dei mulini. Il loro compito era quello di convogliare le acque nei boezems, i bacini di stoccaggio che, dotati di pompe, immagazzinavano le acque dei canali.

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A causa di problemi di drenaggio del polder Alblasserwaard, le barriere dei boezems furono aumentate d’altezza e per azionare le pompe furono costruiti 19 mulini a vento, tra i più alti d’Olanda. Otto di questi, disposti lungo il canale Nederwaard, sono realizzati in mattoni e si caratterizzano per una forma a tronco di cono, mentre gli otto mulini disposti lungo il canale Overwaard risalgono al 1740 e hanno una struttura esterna in paglia. A questi si aggiungono, poi, due mulini a vento in pietra nel polder Niew-Lekkerland, lo Hooge Molen e il Laage Molen, edificati nel 1760, e il mulino a vento nel polder Blokweer: è quest’ultimo il più antico mulino di Kinderdijk. Chiamato “De Blokker”, fu infatti costruito nel 1521 e adotta una forma completamente diversa dagli altri, caratterizzata da un pilastro più piccolo e di un’architettura di tipo wipmolen. Danneggiato da un incendio nel 1997, è stato completamente restaurato.

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Nell’800 i mulini, pur continuando a funzionare, furono affiancati da due stazioni di pompaggio a vapore, la Overwaard e la JU Smit. Nel 1924 la  Overwaard fu convertita a elettricità e la JU Smit fu smantellata, mentre nel 1953 fu costruita una seconda stazione di pompaggio elettrica, la Wisboom.

Nel 1995 la stazione di pompaggio Overwaard continuò ad essere utilizzata, mentre la stazione Wisboom fu messa fuori servizio e conservata come monumento: i mulini a vento, invece, sono rimasti in funzione fino al 1950.

Cosa vedere

Kinderdijk è il paradiso dei mulini a vento: sono loro, ovviamente, la maggiore attrazione. I 19 mulini si snodano lungo i canali e possono essere ammirati a piedi, in bicicletta o approfittando di uno dei tanti tour in battello organizzati in loco. In una natura decisamente particolare, con alti canneti, canali, ponticelli e campagna, una volta lasciato il parcheggio all’ingresso del sito si incontrano, sulla destra, gli otto mulini in mattoni disposti lungo il canale Nederwaard e costruiti a partire dal 1738. Il secondo mulino, il Nedrwaardmolen 2, è visitabile e offre una visione complessiva dell’antico funzionamento e delle condizioni di vita dei propri abitanti. Risiedere e lavorare in un mulino, infatti, non era cosa facile: i mugnai avevano famiglie numerose spesso composte da più di 10 figli e vivevano, con grandi sacrifici, grazie ai frutti della terra, all’allevamento del bestiame e alla pesca. Il funzionamento del mulino richiedeva assistenza costante: era necessario, infatti, monitorare continuamente il livello delle acque ed eventualmente intervenire nell’orientamento delle pale assecondando la direzione del vento.

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La visita, poi, permette di addentrarsi in quella che era la vita nel XVIII secolo: porte di ingresso piccole, perchè l’alimentazione dell’epoca era povera e poco equilibrata, spazi interni suddivisi tra soggiorno e camera da letto del mugnaio al piano terra, camera dei bambini al primo piano, soffitta/affumicatoio in cui si conservava e si trattava il pesce pescato grazie alla presenza del camino e, al quarto piano, calotta rotante (a 360 gradi) e ingranaggi. Il Nedrwaardmolen 2 è l’unico a essere pubblico: tutti gli altri, infatti, sono proprietà private ma, in estate, contribuiscono a rendere estremamente suggestiva l’atmosfera azionando le pale come se tutto fosse ancora come nel XVIII secolo.

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I mulini e i canali rappresentano una vera e propria attrazione in tutte le stagioni: in estate, quando sono facilmente raggiungibili in bicicletta, sfruttando appositi percorsi organizzati e non è infrequente assistere a vere e proprie gare di tuffi dai ponticelli che uniscono le diverse sponde, così come in inverno, quando in presenza di temperature particolarmente rigide il ghiaccio si sostituisce all’acqua offrendo una spettacolare pista di pattinaggio naturale immersa in uno scenario unico.

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Dove sostare

Per una visita diurna, la sistemazione più comoda è rappresentata dal parcheggio a pagamento collocato in prossimità della stazione di pompaggio (GPS 51.88919N, 4.63644E): tranquillo e sempre presidiato dagli addetti alla riscossione dei ticket per la sosta (6 Euro), ha però dimensioni piuttosto contenute, è parzialmente alberato ed è molto frequentato, per cui nelle ore centrali del giono può rivelarsi difficile trovarvi posto per un veicolo di dimensioni importanti come un veicolo ricreazionale.

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Una convincente alternativa è rappresentata dalla comoda area sosta camper di Alblasserdam (51.88919N, 4.63644E), situata in prossimità del porto, vicina al centro del borgo ma distante circa 4 km rispetto ai mulini di Kinderdijk: una distanza facilmente colmabile in bicicletta, grazie alla fitta rete di piste e percorsi dedicati alle due ruote. Anche in questo caso, però, occorre tenere presente che l’area ha un numero di posti non illimitato (10 posti), per cui è bene pensare di arrivare per tempo. Se, invece, siete attirati dall’idea di pernottare presso una vera e propria fattoria, potete recarvi presso l’area sosta camper Nescio (GPS 51.85725N, 4.7528E), situata a circa 14 km da Kinderdijk.

Il viaggio in video

Fotogallery

In sella

La bicicletta è, con ogni probabilità, lo strumento migliore per scoprire ed esplorare i mulini a vento di Kinderdijk, specie se il punto di partenza è rappresentato dalla comoda area sosta camper di Alblasserdam.

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Il giro completo è lungo poco meno di 10 km ed è veramente alla portata di tutti: tra viottoli di campagna, piste ciclabili, ponticelli e natura, offre una vista spettacolare sui 19 mulini e, ovviamente, è completamente pianeggiante.

La prossima tappa

Dai mulini a vento di Kinderdijk alle rinomate ceramiche di Delft: la prossima tappa dell’itinerario è dedicato a una cittadina famosa in tutto il mondo, ricca di storia, di fascino e veramente tutta da scoprire. La distanza da percorrere è piuttosto contenuta, meno di 50 km.

Link, indirizzi e recapiti utili

 

Michel

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