September 23, 2019

Nuovi motori, nuove dotazioni e nuovo cambio automatico per la generazione 2020 della meccanica più utilizzata in Europa negli allestimenti dei veicoli ricreazionali

Il Fiat Ducato, la base per camper più utilizzata d’Europa non cambia pelle, ma cambia cuore. O meglio, testa, cuore e polmoni, visto che la generazione 2020 della meccanica torinese si presenta alla nuova stagione forte di nuove motorizzazioni, dotazioni avanzate per l’assistenza alla guida e un inedito e sofisticato cambio automatico a 9 marce.

Proprio quest’ultimo rappresenta, rispetto al precedente cambio robotizzato, un deciso passo in avanti che pone il Fiat Ducato ai vertici della sua categoria.
Dotato di convertitore di coppia capace capace di ottimizzare al massimo le prestazioni, permette di scegliere tra tre modalità di guida: Normal, Eco, che fornisce una risposta di accelerazione più fluida e una maggiore riduzione dei consumi, e Power, che fornisce una risposta rapida di accelerazione e cambi di marcia per prestazioni ottimali, anche in condizioni gravose.

Le modalità operative sono due: in posizione “Drive”, il modulo di controllo seleziona e innesta le marce in base alle diverse condizioni di guida: velocità, carico, pendenza. La modalità “Autostick”, in caso di cambi di marcia frequenti e in condizioni particolarmente difficili, come in tratti a elevata pendenza, consente di mantenere un rapporto inferiore con un conseguente miglioramento delle prestazioni ed evitando il surriscaldamento.

I nuovi propulsori sono tutti Multijet 2, con cilindrata di 2,3 litri, quattro cilindri in linea con turbocompressore a geometria variabile (VGT) e dotati del sistema SCR (Selective Catalytic Reduction – Riduzione selettiva catalitica) realizzato tramite l’adduzione del noto liquido “AdBlue”, che trasforma gli ossidi di azoto inquinanti (NOx) in prodotti non pericolosi, come azoto biatomico (N2) e acqua (H2O). Questo permette ai nuovi Fiat Ducato di rispettare la norma Euro6d-temp.

I motori del Fiat Ducato 2020 sono proposti in quattro versioni di potenza. Si parte con il 2.3 Multijet 2 da 120 CV a 2750 giri/min con 320 Nm di coppia massima a 1400 giri e dotato di cambio manuale a sei marce: un propulsore che migliora del 10% prestazioni e consumi rispetto al precedented 2 litri da 115 cavalli, adatto in particolare i van o ai veicoli comunque di dimensioni compatte.

Un gradino più in su si colloca il 140 CV, da 3500 giri, il cuore della gamma, che si dimostra versatile ed elastico con i suoi 350 Nm di coppia (+9% rispetto al 130 Multijet) a soli 1400 giri: un’unità che, nel campo dei veicoli ricreazionali, si può considerare adatta un po’ a tutte le soluzioni “medie” in fatto di peso, tipologia e dimensioni. È disponibile sia con il cambio manuale sia con quello automatico “9speed”, e rappresenta la versione forse più “equlibrata” per un veicolo che debba avere un buon compromesso tra costi (anche di acquisto: la differenza con il 120 Cv è piuttosto modesta), consumi e prestazioni.

Per chi desidera avere più potenza a disposizione, ecco il 160 CV, capace di erogare fino a 400 Nm a 1500 giri nella versione con cambio automatico.

Per questa unità, è stato adottato un albero motore specifico con cuscinetti di dimensioni maggiorate, pistoni speciali e un turbocompressore specifico, nell’intento di fornire prestazioni paragonabili alla “vecchia” unità da 177 CV, ma ovviamente con emissioni più basse.

Abbiamo avuto modo di testare a fondo, su un furgonato da 599 cm opportunamente zavorrato, proprio la combinazione 160 CV con cambio “9speed”, traendone impressioni decisamente positive sia in fatto di prestazioni, sia per quanto riguarda il comportamento del cambio. Quest’ultimo, se in modalità ECO risulta molto adatto, ad esempio, nelle tratte urbane, in quella “Power” consente al propulsore di dare il meglio di sé, con cambiate rapide e puntuali e una distribuzione dei rapporti che soddisfa ogni tipo di esigenza, dalle rapide accelerazioni alle riprese più progressiva, dal percorso in salita a quello autostradale. La modalità “Normal”, poi, è evidentemente tarata per essere soddisfacente in ogni tipo di situazione e appare più che adatta per tragitti anche variegati.
Questa, soprattutto in combinazione con il cambio automatico, si può considerare la versione ottimale per veicoli dal prestigio e dal “lignaggio” più alto, adatta per chi cerca un ottimale rapporto tra consumi e prestazioni.

E se poi si vogliono potenza e prestazioni al vertice, ecco il 180 CV: 400 Nm di coppia con trasmissione manuale e 450 Nm (+12% rispetto al modello precedente) con cambio automatico. Esagerato? No, anche in considerazione che la base Fiat va spesso a equipaggiare veicoli di dimensioni importanti che necessitano del massimo in fatto di potenza ed elasticità di marcia: due doti che, come abbiamo potuto anche in questo caso “toccare con mano”, vengono decisamente esaltate, anche qui, in combinazione con il cambio automatico.

Ma le novità non si fermano qui: oltre alla (finalmente…) dotazione di serie dell’ESP (chiamato ESC nel caso specifico, ma sempre del controllo elettronico della stabilità si tratta), il Fiat Ducato 2020 può essere dotato dei più avanzati dispositivi di assistenza alla guida. Tra le novità è da segnalare il “Blind spot assist” (BSA), per individuare veicoli in avvicinamento invisibili al conducente se posizionati nell’angolo cieco dello specchietto retrovisore, e il “Rear cross path detection” (RCP), che utilizza sensori radar per individuare veicoli in avvicinamento laterale, quando si procede in retromarcia.

Nuovo anche il “Full brake control” (FBC), che individua gli ostacoli e, verificata l’esistenza di un pericolo di collisione imminente, allerta il conducente e interviene azionando autonomamente una frenata di emergenza.
Queste novità si vanno ad aggiungere agli altri sistemi di assistenza alla guida già disponibili, a partire dal “Lane departure warning system” (LDWS), che determina se il veicolo sta uscendo dalla propria corsia di marcia, anche in condizioni di scarsa visibilità. Inoltre, sono disponibili il “Traffic sign recognition” e l’“High beam recognition”: il primo utilizza la telecamera di bordo e assiste il guidatore riconoscendo i segnali stradali, riportandoli sul display di bordo, mentre il secondo sistema gestisce l’accensione e spegnimento dei fari abbaglianti aumentando la visibilità e riducendo il rischio di abbagliamento durante la guida notturna riconoscendo automaticamente i veicoli nel senso di marcia opposto.

Completano la dotazione della nuova base Ducato il sensore pioggia, che attiva i tergicristalli e ne regola la velocità in base all’intensità della precipitazione, il sensore crepuscolare che attiva automaticamente gli anabbaglianti quando la luce all’esterno è insufficiente e il “Tyre pressure monitoring system” (TPMS), che controlla costantemente la pressione degli pneumatici, segnalandone eventuali cali direttamente sul display di bordo.

Come ultimo, vale ricordare che il Fiat Ducato, proprio perché utilizzato in modo preponderante nell’allestimento dei camper europei, beneficia di una capillare rete di assistenza con ben 1.800 punti specialistici Ducato Camper distribuiti sul territorio continentale. E poi c’è il Customer Care Center in cui ogni camperista trova competenza e preparazione sul mondo dei camper; un’assistenza stradale pronta a intervenire in tutto il continente europeo e non solo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7: un altro dei punti di forza del “Fiat Professional for Recreational Vehicles”, il nome che identifica dalla scorso anno la branca FCA con la specializzazione e la dedizione rivolte al business dei veicoli ricreazionali.

Beppe

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