May 25, 2020

L’esterno

Motorhome di dimensioni medio grandi, il nuovo Brunelleschi è immediatamente riconoscibile per una linea esterna molto particolare che riprende, in chiave integrale, diversi stilemi introdotti da P.L.A. sui propri veicoli, primo tra tutti il tetto a curvatura continua che, seppure meno marcata rispetto alle altre realizzazioni del marchio toscano, dona a questo motorhome un aspetto piacevolmente dinamico.

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Realizzato sfruttando bene le possibilità offerte dalla vetroresina, Brunelleschi colpisce immediatamente per il frontale, volutamente aerodinamico e caratterizzato sia da una marcata inclinazione del parabrezza sia da uno sbalzo anteriore addirittura inferiore a quello che caratterizza normalmente la meccanica di base utilizzata, il nuovo Fiat Ducato.

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Dello chassis torinese, P.L.A. ha scelto di conservare i nuovi ed eleganti gruppi ottici, accattivanti nel disegno e disponibili anche con le nuove ed esclusive luci DRL integrate, e gli efficaci tergicristalli, andando a ricostruire l’intero frontale scegliendo forme morbide e allo stesso tempo slanciate.

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Partendo dalla parte superiore del cupolino, il nuovo Brunelleschi sceglie di ricordare da vicino i profilati di casa P.L.A., sia a livello di forme, con apposite scalfature a V che alleggeriscono il profilo curvilineo proveniente dal tetto e permettendo l’apposizione in bella mostra del logo del costruttore, sia a livello sostanziale, con il classico oblò dedicato al letto basculante sostituito da un più automotive sky-view a forma trapezoidale con lastra brunita.

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Non mancano, sempre nel cupolino, le luci frontali di ingombro, a led, mentre sotto a queste ecco l’ampio parabrezza panoramico, contenuto lateralmente da montanti verniciati in nero che riprendono le sagome laterali all’interno delle quali sono inseriti sia i cristalli della cabina sia i supporti degli specchi retrovisori esterni, di tipo pullman con doppia lente a sviluppo verticale.

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Completamente bianco, invece, è il musetto, contraddistinto da una curvatura piuttosto sinuosa all’interno della quale sono collocati i gruppi ottici del nuovo Ducato X290, e il cofano motore, a sviluppo trapezoidale. Sotto a questi ecco la calandra, realizzata tramite un pannello sagomato in vetroresina rimovibile nel caso di necessità di manutenzione straordinaria al motore, e percorso da tre prese d’aria orizzontali, complete di griglia di protezione e pensate per servire il retrostante radiatore.

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Tutto lo sviluppo della calandra segue le forme a V disegnate dal cofano, riprendendo le linee disegnate dal cupolino superiore e alleggerendo il tutto con alcuni elementi verniciati in argento metallizzato tra cui i triangoli che ospitano i fari fendinebbia. Nella stessa tinta metallizzata sono proposte le bandelle, stampate in un unica componente insieme alla monoscocca e, pertanto, parte integrante di essa, che partono dall’ampio parafango anteriore, di forme morbide e avvolgenti, per andare poi a percorrere tutta la fiancata del veicolo riproponendo lo stesso stile e, conseguentemente, il family feeling con gli altri veicoli della gamma P.L.A..

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Proposte su due livelli, con un rialzo in prossimità del parafango posteriore che continua fino alla coda del veicolo, i fascioni inferiori optano per forme più muscolose rispetto a quelle piuttosto morbide del resto del veicolo, offrendo una evidente doppia nervatura longitudinale che è curiosamente presente sulla sola fiancata sinistra, con il lato destro decisamente più lineare e fluido.

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Le forme curvilinee del tetto accompagnano la fiancata alla propria conclusione, con una parete posteriore che riprende in toto il look dei P.L.A. M, S e HS utilizzando, chiaramente, tutte le peculiarità della costruzione monoscocca in vetroresina.

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Ecco, allora, due ampi montanti laterali comprensivi di gruppi ottici circolari a colonna, inglobati all’interno di un pannello verniciato in un’elegante tonalità antracite metallizzata, collocati sopra all’ampio paraurti comprensivo di catadiottri supplementari e, centralmente, del classico porta targa.

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Curata, l’estetica posteriore vede una modanatura trasversale a livello del paraurti che conferisce maggiore carattere a questo elemento, il logo PLA collocato in bella mostra poco sopra al paraurti stesso e una sorta di spoiler superiore sotto al quale è collocato il terzo stop a led.

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La grafica, giocata sui toni dell’argento metallizzato e del nero, è semplice e piacevole e sceglie, una volta di più, forme morbide nell’andare a spezzare i volumi, con la parte nera che vuole introdurre e mitigare lo sviluppo della vetratura della cabina di guida, e le parti argento metallizzato che riproducono, grossomodo, il disegno stilizzato delle forme stesse del Brunelleschi.

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Non mancano, poi, i richiami al naming del veicolo, presente su tre dei quattro lati del motorhome, mentre l’aspetto esterno si completa con finestre Polyvision ultrapiatte, caratterizzate da lastre in metacrilato brunito e di cornice in alluminio verniciato nero per un look più accattivante, e con i portelli di servizio e le porte di cellula e cabina i cui telai sono verniciati in tinta con le superfici sulle quali sono installati.

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La cabina di guida.

Completamente riprogettata, la cabina di guida è realizzata a partire dallo scudato originale Fiat e, data la costruzione della scocca in monoblocco di vetroresina, è parte integrante della carrozzeria del veicolo.

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Progettata per offrire un profilo anteriore particolarmente aerodinamico, con una marcata inclinazione del parabrezza e, in generale, dell’intero frontale, sfrutta a dovere le possibilità offerte dalla malleabilità della fibra di vetro ottenendo un aspetto personale e automobilistico che, come detto, utilizza interamente la carrozzeria monoscocca in vetroresina del veicolo, garanzia di robustezza e stabilità, lasciando alla sola calandra anteriore, opportunamente imbullonata, la possibilità di essere facilmente rimossa in caso di interventi particolarmente invasivi sul vicino motore.

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Curato, l’accoppiamento tra meccanica di base e cellula prevede lo spostamento di alcune componenti del Ducato (tra cui i gruppi ottici anteriori e l’intero impianto di tergicristalli, spruzzatori e spazzole) e l’introduzione di apposite strutture di rinforzo pensate per incrementare ulteriormente la stabilità del frontale. A protezione di questo, in particolare, durante le fasi di preparazione dello chassis il Ducato riceve un robusto profilo trasversale in acciaio zincato, realizzato ad hoc, che andrà a fornire la base di appoggio per il musetto del veicolo e che viene solidarizzato ai lamierati originali della meccanica di base torinese. La completa chiusura tra vano motore e abitacolo, poi, è affidata ad appositi stampi in vetroresina, opportunamente coibentati e utilizzati per l’ampliamento della larghezza della cabina di guida in prossimità delle poltrone, del cruscotto e del sovracruscotto.

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La parte centrale del frontale, appena sopra all’ampia calandra, è dedicata al cofano motore: servito da due cerniere, dal meccanismo di sblocco del Ducato e mantenuto in posizione di apertura tramite due pistoni a gas, misura 139×49 cm e permette un accesso agli organi meccanici lungo 105 cm e alto 49.

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Sopra a questo ecco il parabrezza panoramico: si sviluppa in una superficie di 220×105 cm ed è servito da due spazzole tergicristallo da 65 e 55 cm di lunghezza. Oltre che sul cristallo anteriore, chi guida può contare sulla visuale offerta dai cristalli laterali, tutti a vetrocamera: quello lungo la fiancata di destra offre una lunghezza massima di 133 cm, minima di 80, un’altezza utile di 61 cm mentre la porzione apribile a scorrimento misura 34×34 cm.

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Discorso simile sul lato opposto, con un triangolo anteriore da 53cm di base e 61 di altezza affiancato da un cristallo da 64×50 cm completo di apertura elettrica inserito all’interno della porta Dometic.

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Questa, da 173×70 cm, è provvista di serratura di sicurezza a doppio aggancio collegata alla chiusura centralizzata del veicolo, di alzacristallo elettrico e di controstampo interno in abs e permette di accedere facilmente alla cabina di guida: la porta, inoltre, è servita, nella parte inferiore, da un gradino integrato da 70/40×12/33×20 cm (soglia di ingresso a 54 cm da terra).

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Una volta a bordo, il guidatore e i passeggeri possono beneficiare di poltrone Aguti complete di cinture di sicurezza integrate, braccioli regolabili e piastre girevoli, mentre sempre per ciò che concerne il controllo delle dimensioni del veicolo, chi è al volante può utilizzare gli specchi retrovisori discendenti completi di doppia ottica (30×16 e 11×16 cm) a regolazione e sbrinamento elettrici.

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La cabina di guida vede la presenza di un ampio sovracruscotto in materiale plastico soft-touch: ha il compito di raccordare il cruscotto originale alla nuova cabina di guida e offre un totale di 10 bocchette di aerazione dedicate al parabrezza a cui si aggiungono due bocchette pensate per servire i cristalli laterali. Sempre nello stesso materiale sono realizzati i carter dei montanti anteriori (da 18 cm di larghezza), e le rifiniture che introducono i cristalli laterali a vetrocamera. La distanza tra volante e parabrezza, infine, è di 95 cm.

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Servita da una plafoniera centrale collocata nel sottobasculante, la cabina di guida offre, sulla destra, un vano portaoggetti servito da un’anta superiore in legno (92×16 cm, vano chiuso da 87x17x10 cm), sotto al quale trova collocazione un vano inferiore a giorno da 90x30x15 cm; ancora più in basso, a pavimento, una botola in vetroresina da 49,5×19 cm consente di accedere al gradino originale del Ducato e di sfruttare un vano utile allo stivaggio da 38x19x20 cm.

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La cabina di guida beneficia, inoltre, del riscaldamento canalizzato Truma Combi Diesel distribuito con due apposite bocchette frontali appena alle spalle delle poltrone, mentre sul prototipo oggetto di questo CamperOnTest non sono ancora proposti sistemi di oscuramento per ciò che concerne le superfici vetrate.

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Separata rispetto al resto dell’abitacolo da un gradino di 14 cm, peraltro elegantemente rivestito in agugliato, la cabina offre un passaggio utile verso l’abitacolo largo 29 cm e con altezza misurata al centro di 170 cm: per ciò che concerne la dotazione del veicolo provato, infine, si segnala la presenza di ABS con EBD, Traction+ con Hill-Holder, ESC e Hill-Descent-Control, doppio airbag, climatizzatore manuale, cruise-control, alzacristalli e specchi retrovisori elettrici e completi di sbrinamento, fari fendinebbia, sospensioni posteriori maggiorate con balestre bilama, cerchi in lega da 16 pollici con pneumatici Michelin Agilis Camping 225/75R16CP e impianto radio con doppio din e altoparlanti anche nella cellula abitativa.

Accessi e aperture di servizio

L’accesso al veicolo avviene nella parte centrale dell’abitacolo grazie a una elegante porta Hartal da 192×53,5 cm: dotata di serratura di sicurezza a doppio aggancio collegata alla chiusura centralizzata, di controstampo interno in abs bicolore bianco/grigio completo di vano portarifiuti integrato e facilmente rimovibile, è completa di finestra fissa (88×21 cm) con oscurante plissettato.

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La porta, servita da un doppio gradino integrato in vetroresina (60x22x17 e 54x17x17 cm), vede una soglia di ingresso situata a 43 cm da terra ulteriormente servita da un gradino elettrico Project2000 da 52×20 cm che quando dispiegato va a collocarsi a 23 cm dal suolo: la distanza del piano di calpestio interno rispetto al suolo esterno, infine, è di 81 cm.

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Servita dalla classica zanzariera scorrevole a pacchetto, da due spot led superiori e dalla classica maniglia di cortesia, collocata sul lato sinistro, accanto alla colonna frigo, la porta è completa di staffa di mantenimento in posizione aperta integrato nella porzione superiore del telaio.

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Accanto a questa, verso la cabina di guida, il Brunelleschi MH74 vede la presenza dell’ampio gavone passante anteriore inserito nel doppio pavimento: servito da due portelli simmetrici in vetroresina da 65,5×46 cm, si sviluppa in un ambiente di 222 cm di profondità, con larghezza utile di 71 cm e altezza di 23 cm.

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Non mancano, su ogni lato esterno, due pratici declassamenti da 61x33x15 cm che ne aumentano la volumetria utile. Il gavone passante, dotato di fondo in vetroresina, è delimitato da due pareti in acciaio zincato ed è attraversato, lungo il lato sinistro, da una tubazione della canalizzazione del riscaldamento.

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Lungo la fiancata destra, accanto alla porta, il Brunelleschi MH74 presenta le griglie di aerazione e scarico del frigorifero trivalente Dometic, il portello di accesso al serbatoio estraibile del wc Dometic e, nella parte posteriore, il classico garage passante.

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Servito da due portelli simmetrici con telaio Metallarte in alluminio verniciato da 104×90 cm, il garage offre uno spazio utile di 212×96 cm, con altezza che può variare tra un minimo di 90 e un massimo di 110 cm a seconda della regolazione del soprastante letto centrale, disponibile anche con sistema di movimentazione elettrico.

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Completo di riscaldamento, con una bocchetta dedicata e sezionabile, di illuminazione, con una plafoniera dedicata, il garage vede la presenza di una vasca inferiore in alluminio mandorlato, opportunamente sostenuta da appositi longheroni in acciaio zincato imbullonati allo chassis Fiat, mentre la soglia di carico si situa a 55 cm dal suolo.

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Non manca, centralmente, un vano utile allo stivaggio: misura 113x22x48 cm ed è servito da un’anta in legno da 92×23 cm.

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La fiancata sinistra ospita, oltre al già citato secondo portello di accesso al garage, il bocchettone di rifornimento del serbatoio dell’acqua potabile, la presa di collegamento alla rete elettrica e, centralmente, il vano gas: raggiungibile tramite un portello da 60×33 cm (soglia di carico a 99 cm da terra), è pensato per contenere due bombole da 10 kg in un ambiente da 48x66x70 cm.

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Realizzato in legno ma dotato di fondo antiusura in vetroresina, il vano è completo di ganci fermabombola, riduttore di pressione GOK da 30 mbar mentre all’aerazione provvedono due feritoie, una circolare a pavimento e una seconda, più ampia, inserita all’interno del portello di accesso.

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La fiancata sinistra, infine, si completa con il camino di aspirazione e scarico dell’impianto di riscaldamento Truma Combi Diesel e con il secondo portello laterale, sempre da 65,5×46 cm, dedicato al gavone passante anteriore.

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Completano le aperture di servizio cinque finestre Polyplastic Polyvision Aero, complete di telaio in alluminio verniciato nero e lastra esterna in metacrilato brunito inserite sulle fiancate destra (2) e sinistra (3) e diversi oblò a tetto: uno sky-view Plastoform da 65×42 cm a servizio del letto basculante, un Dometic Heki3 e un MidiHeki a servizio rispettivamente di living e camera da letto posteriore (entrambi disponibili anche con movimentazione elettrica e telecomando), un Turbovent Fiamma da 40×40 cm dedicato alla cucina, un oblò Fiamma da 28×28 cm inserito nella toilette e un aeratore cilindrico da 12 cm di diametro collocato a coronamento della doccia indipendente.

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Michel

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